martedì 14 aprile 2026

EVASORI FISCALI. IL CASO GRUBL. PEGGIO M., I selfie con le aragoste, arrestato il re degli evasori europei: in fuga per Dubai con 63 milioni, LA STAMPA, 13.04.2026

 Quante cose si possono fare con un tesoro di 63 milioni di euro? Ad esempio vivere a Dubai, fare selfie con aragoste giganti, tuffarsi in ciotole di caviale Beluga come se non ci fosse un domani, volare a Vienna sulla business class di Emirates mostrando i piedi sul sedile di fronte, frequentare i box di Formula 1, bere drink di fronte a mari turchesi. Il profilo Instagram di Maximilian Grübl, classe 1973, manager tedesco, è il racconto di una vita nei Luna Park della ricchezza, dove tutto è a cinque stelle. Peccato, però, che per la giustizia bavarese sia considerato uno dei maggiori evasori fiscali d’Europa.




I mancati versamenti Iva

Stando alle accuse della polizia di Monaco e di Vienna avrebbe omesso versamenti Iva per 63.029.171,46 euro. Così dice il mandato europeo d’arresto eseguito dalla Squadra Mobile nel giorno della festa della Polizia di Stato. L’uomo è stato rintracciato ad Asti, fermato a bordo di una Mercedes Gle, mentre era in giro per la città con la compagna di origine russa.

La Squadra Mobile

Non un semplice colpo di fortuna. Gli investigatori diretti da Marco Barbaro lo hanno smascherato sviluppando le segnalazioni ricevute dall’Interpol. Da alcuni giorni, le autorità europee erano riuscite a isolare il flusso telefonico di uno smartphone in uso all’uomo, attivo nella zona di Asti.

Analizzando le immagini delle telecamere di sicurezza della città, gli investigatori sono riusciti a individuare un’auto di lusso, la Mercedes Gle, intestata a una società con sede nel Nord Est, in attività da alcuni mesi, e ritenuta riconducibile al manager tedesco attraverso un alias. Così è scattata la trappola. Quando l’auto si è avvicinata al centro città, i poliziotti sono entrati in azione. In serata, stando agli accertamenti dell’Interpol, la coppia avrebbe dovuto salutare l’Italia e prendere un areo con destinazione Dubai. Uno dei paradisi per evasori fiscali. E non solo.

La società di oli minerali

La storia di Maximilian Grübl, difeso dall’avvocato Mauro Anetrini, sarebbe legata alla gestione di una società di vendita di oli minerali con sede a Vienna: la M2m fullservice Gmbh, ma registrata con una partita Iva tedesca. L’uomo, stando agli atti del Mae, è stato amministratore delegato della società fino al 20 dicembre 2024, restando successivamente ai vertici nonostante il cambio di gestione, affidato a un nuovo manager, Christian Kirchner, anche lui indagato. «A partire dal luglio 2024 - scrivono le autorità tedesche - il pagamento dell’Iva all’ufficio delle imposte di Monaco è stato interrotto». Una sorta di schema studiato a tavolino, ipotizzano gli investigatori, per eludere le imposte e accumulare un tesoro illegale a più zeri. «Gli imputati hanno agito seguendo un piano criminale che prevedeva di generare profitti non versando l’Iva, a scapito del gettito fiscale, e continuando al contempo a vendere prodotti a base di olio minerale sul mercato tedesco».

Il domicilio astigiano

Stando agli accertamenti della Squadra Mobile, il manager tedesco frequentava da tempo la zona astigiana, dove viveva, coltivando alcune solide amicizie. Anche il suo profilo Instagram lo confermerebbe, grazie alla fotografia di un bel piatto di tajarin al tartufo scattata in uno noto ristorante monferrino. In più avrebbe ripreso la sua attività commerciale attraverso una nuova società italiana. Al momento del fermo, era in possesso di documenti rilasciati dagli Emirati Arabi: una patente e una carta d’identità. Così sono scattate le manette.

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