Com’è possibile che una società confermi il proprio primo ministro dopo un genocidio? Il risultato delle elezioni israeliane del 27 ottobre mi sembra più interessante sul piano della psicologia di massa che su quello prettamente politico. Netanyahu perderà la maggioranza? Riuscirà a mettere insieme una nuova coalizione? Non lo so. Sono faccende sulle quali si eserciteranno per giorni i commentatori politici. A me interessa un altro aspetto che con i calcoli parlamentari non c’entra. Dopo tre anni di genocidio a Gaza, con almeno 22.000 bambini sterminati, dopo sette fronti di guerra aperta, il Likud resta il primo partito israeliano e il suo leader conserva un consenso direi considerevole. Milioni di cittadini hanno deciso di rinnovargli la propria fiducia, pur conoscendo la distruzione prodotta dal genocidio da lui e dai naziministri orchestrato.
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