Nel Sulcis - in Sardegna - le contraddizioni sul mondo delle fabbriche del conflitto tra Mosca e Kiev. A Portovesme 4 lavoratori sono saliti a 60 metri d’altezza su un impianto per chiedere che il governo intervenga nello stato di crisi dell'azienda di proprietà della Rusal. L'azienda del gruppo tedesco Rheinmetall invece va a gonfie vele
A Portovesme il mare comincia dietro le ciminiere. Prima ci sono i serbatoi, le tubature, il bacino dei fanghi rossi. A sessanta metri sopra questo paesaggio di metallo, quattro operai giovedì hanno passato la notte sul forno di calcinazione numero 1 dell’Eurallumina. Un gigante spento dal 2009. Per ripararsi dal freddo sono scesi di qualche metro, cercando rifugio dietro le lamiere. Venerdì pomeriggio sono tornati a terra: il governo ha promesso di cercare i soldi, il tavolo al Mimit è aggiornato al 29 o 30 ottobre. Un’altra settimana di attesa, dopo diciassette anni.