venerdì 20 marzo 2026

POLITICA E VIOLENZA. GENOVA 2001. LA MORTE DI CARLO GIULIANI. MENAFRA S., IL SALTO, PODCAST RAI RADIOTRE

 Il salto è la storia della morte di Carlo Giuliani, della verità giudiziaria e dei tanti punti che l'ordinanza di archiviazione dell'inchiesta che lo riguarda ha lasciato irrisolti. In quel tragico momento, fotografato da diversi angoli e mostrato al pubblico centinaia di volte, sono molti i particolari che non quadrano e che, se spostati, potrebbero modificare l'immagine complessiva di ciò che avvenne quel giorno. Sfumature, secondo alcuni, o indizi che porterebbero a scenari completamente diversi da quelli noti. Il salto prova a ricostruire l'accaduto, a porre domande e spostare un cono di luce dove ancora non era arrivato. Scritto da Sara Menafra. Editing Matteo Miavaldi. Supervisione Fabiana Carobolante, Daria Corrias, Giulia Nucci. Tecnico di sala Aldo Pantaleoni.



POLITICA E VIOLENZA. ANNI SETTANTA. IL CASO GIORGIANA MASI 12 MAGGIO 1977. LIPPERINI L. PODCAST RAI RADIOTRE

 Anni Settanta. Non ci fu solo la lotta armata, non ci fu solo il rapimento Moro, non ci furono solo gli scontri di piazza. Il 12 maggio 1977 Giorgiana Masi aveva 19 anni. Quel che avvenne a Roma nel pomeriggio è uno dei traumi che cambiarono profondamente una generazione, come sarebbe avvenuto a Genova nel 2001 e come avverrà nel 2020 con la pandemia. Il podcast è il ricordo personale dell'autrice, Loredana Lipperini, e la cronaca di una intera giornata. Realizzato da Fabiana Carobolante, Alfredo Morana, Alessandro Petrocco e Cristiana Castellotti che ringraziano Radio Radicale per i contributi e Tano D'Amico per la fotografia.




LA CLASSE OPERAIA VA AL BAGNO. CHETTA A. Quella tribuna politica nei «cessi di Mirafiori», tra Agnelli, Cipputi e Almirante: lo storico reportage di un operaio Fiat, CORRIERE.IT, 18.03.2026

 Scritte, «graffiti» e caricature nelle toilette dello stabilimento torinese raccolte nel libro di Pietro Perotti che nel 1985 decise di «far reagire i rassegnati» provocando i compagni di fabbrica con frasi su politica e società






LA SCOMPARSA DI UMBERTO BOSSI. CECCARELLI F., Umberto Bossi è morto, il leader della Lega che ha stravolto la politica italiana, REPUBBLICA, 19.03.2026

 Se n'è andato Umberto Bossi, a 84 anni, ma qui non si proseguirà con la retorica del Vecchio Leone. Da Mussolini a Craxi a Berlusconi la storia politica italiana è piena di vecchi leoni ed è un modo troppo facile per rendere l'onore delle armi e lavarsi la coscienza. L'antica e ancora valida distinzione di Machiavelli consente semmai di riconoscere nel Senatùr anche un sentore di selvatico, un tratto di non addomesticabilità che ha qualcosa della volpe, fiuto, furbizia e denti aguzzi – per quanto la raffigurazione zoologica si fermi all'anno 2004, quando il personaggio ebbe un coccolone e non tornò più a essere quel formidabile animale politico che era stato.


martedì 17 marzo 2026

FILOSOFI IN GUERRA. PUNGOLO ROSSO, L’inesistente “buona guerra” di Massimo Cacciari, IL PUNGOLO ROSSO, 7.01.2026

 Il professor Massimo Cacciari è considerato da tempo un “maître à penser” della cosiddetta “sinistra alternativa”: una sorta di area critica che va dalla sinistra PD, passa per AVS e arriva ad adagiarsi sulle rive multifacciali del radical-gauchismo, per non dire del sovranismo.

E’ un’area non sempre facilmente classificabile dal punto di vista politico e perciò assai ambigua e pericolosa, in particolare nei periodi di acuta crisi politica e di corsa alla guerra come quello che stiamo vivendo.

Cacciari assume alcune posizioni sulla guerra se non proprio condivisibili, di certo non paragonabili alla canea reazionaria guerrafondaia e riarmista che, partendo dalle istituzioni, sta impestando da tempo il nostro vivere sociale.

SULLA SITUAZIONE POLITICA MONDIALE. BEVILACQUA P., Una svolta culturale che cambia la storia, LA FIONDA, 14.03.2026

 Quando sommovimenti repentini e profondi sconvolgono la crosta solidificata dello status quo, l’ordine delle cose a cui le menti dei contemporanei si sono assuefatte da decenni, il pensiero umano si mette in movimento e si sporge a guardare nel fondo ribollente del cratere. E oggi scorge una deriva dei continenti che scuote l’intero pianeta. Non stupisce perciò la straordinaria fioritura di studi e ricerche che analizzano lo scenario mondiale, che scavano nella storia di grandi Paesi a lungo fuori dallo sguardo eurocentrico, come la Cina, i Brics o l’Africa, che osservano con disincanto il fallimento dell’Unione europea, la divaricazione crescente tra USA ed Europa, il declino dell’egemonia dell’impero americano. Alle res gestarum succede invariabilmente la historia rerum gestarum, alle vicende reali la civetta della storia che giunge al tramonto per interpretare i fatti. Si tratta di una letteratura di alto profilo, frutto di studi non improvvisati, che si avvale finalmente di una non superficiale prospettiva storica e che cresce in modo spettacolare di giorno in giorno. Con ogni evidenza essa sorge dal bisogno di dipanare un’altra storia rispetto a quella che i gruppi dominanti ci hanno raccontato negli ultimi 80 anni, con soggetto le magnifiche sorti del mercato, il trionfo della democrazia americana e del suo ruolo pacificatore globale, insomma la suprema conclusione capitalistico-atlantica della vicenda del genere umano. È un’esigenza che comprensibilmente oggi tende a erompere in forme incontenibili, perché nel 2025 si sono conclusi gli 80 anni del “secolo americano”, iniziato nel 1945 col genocidio atomico delle popolazioni di Hiroshima e Nagasaki e concluso con quello del popolo palestinese, a Gaza, tramite la procura dell’esercito di Israele.



martedì 3 marzo 2026

DISCUSSIONI SULLA SCUOLA. CONTRO LA SCUOLA NEOLIBERALE. RAIMO C., Il fuoco amico contro la pedagogia. A sinistra è battaglia sul neoliberismo, DOMANI, 23.02.2026

 Nel libro a cura di Mimmo Cangiano “Contro la scuola neoliberale. Tecniche di resistenza per docenti” c’è un attacco frontale alla pedagogia democratica, colpevole di usare le armi del padrone per contrastare il padrone. Finendo così per promuovere il discorso del capitalista. Le origini dello scontro e gli errori di prospettiva