“Quasi 700 amministratori, diecimila iscritti veri, 400 comitati civici e siamo migliaia di persone”. Alessandro Onorato, assessore allo sport, turismo e grandi eventi del Comune di Roma, si presenta così al Palazzo dei Congressi a Roma, per l’assemblea nazionale di un nuovo partito di centrosinistra. Formazione politica nata su impulso di Goffredo Bettini e spinto anche dal sindaco di Napoli Gaetano Manfredi. “Vogliamo contribuire alla rinascita dell’Italia e il nostro campo politico è chiaro” afferma Onorato che alla domanda si la nuova formazione è un partito politico centrista e moderato, replica: “io non ho mai visto un sindaco o un amministratore moderato”. Tutti i leader del ‘fronte progressista’ erano presenti ad eccezione di Matteo Renzi, che invitato, ha declinato l’invito.
KIKUKULA 5. POLITICA
1. "L'uomo e la donna che ignorano che cosa sia il mondo, non sanno dove essi stessi si trovino" (M. Aurelio) - 2. “Quel grande | che temprando lo scettro a' regnatori | gli allòr ne sfronda, ed alle genti svela | di che lagrime grondi e di che sangue” (U. Foscolo)
sabato 13 giugno 2026
CLASSI SOCIALI E PRIVILEGI DI CLASSE. IL CASO ADDEO. CROCE M., La radice dell’espiazione: il disonore senza appello di chi non può difendersi, DOMANI, 12.06.2026
A l cuore della Commedia umana di Honoré de Balzac sta un assunto tanto manifesto quanto crudele: la fama e il successo garantiscono una sorta di salvacondotto morale cui nessuno che viva nell’anonimato potrà mai aspirare. La morte di Stefano Addeo mette plasticamente in scena questo assunto sotto forma di un dramma privato, il cui epilogo rivela la crudele volubilità del giudizio umano. Dopo il dissennato post rivolto alla figlia di Giorgia Meloni, Addeo è stato oggetto di una feroce gogna pubblica che ha probabilmente contribuito ad aggravare il suo disegno suicidario. L’esito tragico della vicenda fa emergere i tratti feroci e iniqui della dinamica psicologica che presiede ai meccanismi pubblici del biasimo e del perdono.
venerdì 22 maggio 2026
MOBILITA' SOCIALE OGGI. OLIVERI A.V., L’ascensore sociale si è rotto. E io ci sono rimasta dentro, DOMANI, 22.05.2026
Secondo il Rapporto annuale Istat, nella fotografia scoraggiante dell’Italia, il campione più in svantaggio è quello delle donne, in particolare millennial e meridionali. In quanto perfetta rappresentante di categoria non posso che accogliere a braccia aperte questo momento di agnizione flaubertiana: Madame Bovary, c’est moi!
POLITICHE PER I GIOVANI. MANCA D., Lamento nazionale: ci sono pochi giovani. Ma chi se ne occupa?, CORRIERE.IT, 22.05.2026
In Italia tra i 25 e i 34 anni i laureati sono meno di uno su 3, la percentuale è del 31% (siamo penultimi in Europa)
Siamo formidabili come Paese. Conosciamo a menadito i nostri difetti, ma guai a metterci mano. Non passa cena o incontro al lavoro o con gli amici che non si discuta di quanti pochi figli, pochi giovani (e quei pochi se ne vanno pure) ci siano in Italia. Anzi. Il lamento successivo è: li prepariamo, spendiamo un sacco di soldi e se ne vanno anche. La verità è che li prepariamo poco. E forse anche per questo se ne vanno quelli che riescono a prendere una laurea visto quanto poco vengono pagati e valorizzati in Italia. Ma fermiamoci alle lauree per capire quanto siamo buoni a parlare e poco a fare.
Nel 2021, dei giovani che si diplomavano, solo uno su due decideva di proseguire gli studi. In Francia, c’era il Covid anche lì, erano 3 su quattro. In Spagna il 68%. Veniamo al 2025, se nel 2021 la percentuale era del 51,4%, 4 anni dopo era salita sì, ma dello 0,6%, fonte Istat.
In Francia siamo sempre a 3 su 4, in Spagna dal 68% si è saliti al 72% avvicinandosi al 75 francese. E tanto per capire quanto ci interessano i giovani e la loro crescita culturale e quindi anche professionale, tra i 25 e i 34 anni i laureati sono meno di uno su 3, la percentuale è del 31% (siamo penultimi in Europa) , in Francia uno su due e lo stesso in Spagna. Invece di discutere di quanti pochi giovani e figli facciamo, impariamo ad occuparcene prima. In fondo basta copiare.
MOBILITA' SOCIALE OGGI. BRUSINI C., L’ascensore sociale? In discesa: per i figli degli anni ’80 stare peggio dei genitori è più probabile che salire di classe, IL FATTO, 22.05.2026
I dati del rapporto annuale dell'Istat. Per chi è nato tra il 1980 e il 1994, la mobilità discendente raggiunge il 27,1% mentre quella ascendente si ferma al 25,1%. Solo per le donne continua un processo di avanzamento relativo
NUOVO GOVERNO EMME. POLITICHE DELLA SCUOLA. MANUALI DIGITALI E NUOVE TECNOLOGIE. CORRADI D., Scuola, la scelta obbligata dei manuali digitali. Un risparmio apparente che penalizza la didattica, DOMANI, 15.05.2026
Il passaggio al libro digitale ha costi e impatti didattici. Oltre agli studi che dimostrano i vantaggi dello studio su carta, i device sono spesso anche una fonte di distrazione. Il tutto, mentre si vieta l’uso dei telefoni a scuola
Nella scuola italiana il passaggio al libro digitale è un processo in corso. Non c’è un decreto che lo imponga né tantomeno è il frutto di una scelta pedagogica condivisa, ma sempre più spesso un’imposizione indotta da una necessità contabile. Da anni collegi docenti e consigli di classe sono costretti a rispettare tetti di spesa per le adozioni, fissati però senza tenere minimamente conto dell’aumento reale dei prezzi editoriali e dell’inflazione generale. Il risultato è una tensione costante: rientrare nei limiti imposti senza impoverire l’offerta didattica.


