martedì 12 giugno 2018

CRISI DELLA SINISTRA SERVA DEL PENSIERO UNICO. C. FRECCERO, Se le élites sono economiche e non culturali, IL MANIFESTO, 12 giugno 2018

Ho scritto sul manifesto del 5 giugno, che con l’adesione acritica alla terza via del neoliberismo la sinistra è diventata non l’antagonista del neocolonialismo globalista, ma addirittura, la sua maggiore fautrice. Aggiungendo che, in quanto sinistra, non può palesare le sue intenzioni. Un’esponente della destra come Trump può bombardare in nome della superiorità militare americana al grido “America First”. Una neocon liberal come Hillary Clinton o un buonista come Obama, devono trincerarsi invece dietro lo schermo dell’esportazione della democrazia.

CRISI DELLA SINISTRA SERVA DEL PENSIERO UNICO. A. DAL LAGO, Le élites che Freccero non vede, IL MANIFESTO, 9 giugno 2018

Il commento di Freccero su il manifesto del 5 giugno, «La sinistra ridotta a pensiero unico delle élites», merita di essere discusso per due motivi: perché condensa l’essenza della critica populista alla sinistra e perché attribuisce all’accoglienza dei migranti la sensazionale vittoria delle destre populiste.

CRISI DELLA SINISTRA SERVA DEL PENSIERO UNICO. C. FRECCERO, La sinistra ridotta a pensiero unico delle élites, IL MANIFESTO, 6 giugno 2018

La sinistra è oggi in crisi e si chiede come potrebbe parlare ai nuovi populismi per ricondurli nei binari di una democrazia elitaria che assomiglia più ad un’oligarchia che ad una democrazia in senso proprio.

lunedì 11 giugno 2018

FILOSOFIA POLITICA. PERCHE' SOCRATE PERSE LA SUA BATTAGLIA POLITICA. L. BRUSCHI, Verba Woland: la razionalità e il consenso delle masse, L'ESPRESSO, 10 giugno 2018

Le ultime vicende politiche mi hanno dato molto da pensare cosicché ho trovato estremamente interessante tornare a riflettere sulle vicissitudini socratiche ricordate da un bell'articolo di Mauro Bonazzi dal titolo Socrate tradito da Platone.[1]
In estrema sintesi il problema è questo: Socrate è stato l'uomo più giusto, l'unico vero uomo politico che Atene abbia mai avuto e un ineguagliabile maestro del pensiero. In una parola: il migliore. Come spiegare allora il suo fallimento culminato addirittura nella condanna a morte?
La risposta che ci danno Platone (il suo più grande discepolo) e lo stesso Mauro Bonazzi è davvero inquietante.

domenica 10 giugno 2018

GIORNALISMO ALL'ITALIANA. COSI' I SETTIMANALI POLITICAMENTE CORRETTI, SALVAGUARDIA DELLA MODERAZIONE, SI SALVANO DAL SENSO DI COLPA DI STARE DALLA PARTE DEI VINCENTI.


In uno degli ultimi numeri di SETTE, settimanale allegato al 'Corriere della sera', possiamo leggere dichiarazioni di questo tipo:
L'immagine di copertina del numero 23 di Sette

"Una cosa che mi è parsa molto bella di LORO 1 e LORO 2 di Sorrentino...è che fa vedere Berlusconi che finisce schiacciato da un sistema - una società -in larga parte creata dalle sue televisioni, dalla LORO VOLGARITA'. l'Italia di oggi è in buona sostanza figlia della sua rivoluzione - non gli è riuscita quella liberale da politico...ma ne ha fatta una ben più capillare, quella che ha creato i vari personaggi del film di Sorrentino" (M. Persivale)

mercoledì 6 giugno 2018

GLI ITALIANI E LA LINGUA ITALIANA. BERGAMO. REDAZIONE, Troppi errori di grammatica, il Comune della Bergamasca corre ai ripari con un corso di italiano per gli italiani, LA REPUBBLICA, 5 giugno 2018

Troppi strafalcioni e poca padronanza della lingua italiana, con molte 'a' senz'acca e i congiuntivi dimenticati. Cosi' l'assessore alla cultura del Comune di Bariano nella Bassa bergamasca ha pensato e organizzato in Municipio un corso di italiano rivolto agli italiani. Un ripasso di grammatica per consentire ai residenti di rispolverare le regole studiate sui banchi di scuola ma dimenticate con il passare del tempo.

lunedì 4 giugno 2018

SCUOLA ITALIANA OGGI. GLI STUDENTI SI SFOGANO. A. D'AVENIA, Il silenzio degli in-docenti, CORRIERE.IT, 4 giugno 2018

«Frequento la quinta superiore e la scuola mi ha delusa profondamente! Molti dei miei professori sono spesso assenti e ci ritroviamo a guardare la lavagna. Mi sveglio e spero di trascorrere un giorno con tutti i professori presenti! Torno a casa demoralizzata. Ho una docente che non ha voglia di far nulla. Abbiamo saltato moltissimi capitoli, a pochi mesi dalla maturità siamo indietro e abbiamo svolto un solo compito scritto. Il preside ci ha definiti “polemici” e ha detto che dobbiamo arrangiarci, perché ha le mani legate. Ci sentiamo presi in giro. So che posso studiare autonomamente, ma avere dei professori che facciano il loro lavoro non è forse un diritto? Non ce la faccio più, vorrei solo imparare!».