«ll 17 ottobre in Sardegna», propone il generale nel video condiviso su Instagram, dando appuntamento a Renzi tra nuoto e maratona
Il virilismo, versione più subdola ed edulcorata del maschilismo, si addice alla politica italiana. Soprattutto d’estate. Quando torsi nudi e gambe irsute possono essere esibiti alle masse per conquistarne mussolinianamente il favore. È il caso della disfida tra Matteo Renzi e il generale Vannacci, che dovrebbe svolgersi su due o tre miglia nautiche di nuoto e una mezza o intera maratona.
Il guanto l’ha lanciato il più giovane leader fiorentino, sempre ansioso di farsi notare; ma l’altro, che è un furbastro, gli ha risposto proponendogli date che sa essere impraticabili, vista la ricorrenza della Leopolda per Renzi e i suoi reduci. Vedrete che alla fine non se ne farà nulla. Non è del resto chiaro in che modo il prevalere nelle prestazioni fisiche sull’avversario potrebbe garantire al vincitore una maggiore credibilità o affidabilità presso l’elettorato. Ma è chiaro il segno dell’epoca che questa sfida porta con sé: al giorno d’oggi non valgono i politici che hanno letto più libri, studiato di più l’economia o affinato un’oratoria migliore.
Il virilismo, versione più subdola ed edulcorata del maschilismo, si addice alla politica italiana. Soprattutto d’estate. Quando torsi nudi e gambe irsute possono essere esibiti alle masse per conquistarne mussolinianamente il favore. È il caso della disfida tra Matteo Renzi e il generale Vannacci, che dovrebbe svolgersi su due o tre miglia nautiche di nuoto e una mezza o intera maratona.
Il guanto l’ha lanciato il più giovane leader fiorentino, sempre ansioso di farsi notare; ma l’altro, che è un furbastro, gli ha risposto proponendogli date che sa essere impraticabili, vista la ricorrenza della Leopolda per Renzi e i suoi reduci. Vedrete che alla fine non se ne farà nulla. Non è del resto chiaro in che modo il prevalere nelle prestazioni fisiche sull’avversario potrebbe garantire al vincitore una maggiore credibilità o affidabilità presso l’elettorato. Ma è chiaro il segno dell’epoca che questa sfida porta con sé: al giorno d’oggi non valgono i politici che hanno letto più libri, studiato di più l’economia o affinato un’oratoria migliore.

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