lunedì 22 gennaio 2024

FILOSOFIA POLITICA. FORMENTI C. La cassetta degli attrezzi Postille a "Guerra e rivoluzione", PER UN SOCIALISMO DEL SECOLO XXI, 21.01.2024

 Premessa

In "Guerra e Rivoluzione" (2 voll. Meltemi, Milano 2023) ho affrontato alcuni temi "scabrosi" sui quali il marxismo occidentale non può esimersi di riflettere, se vuole uscire dalle secche in cui lo hanno impantanato decenni di opportunismo, settarismo e dogmatismo. Personalmente ritengo che l'opportunismo (vedi le ricorrenti tentazioni elettoralistiche e la conseguente disponibilità al compromesso con le borghesie liberali), benché pernicioso, abbia causato meno danni del settarismo e del dogmatismo, cioè della riproposizione rituale e ottusa di dogmi che un secolo di storia ha impietosamente falsificato. E' questo crampo ideale che ha impedito alle formazioni neo comuniste di radicarsi nel sociale e raccogliere consensi (mi riferisco all'arruolamento di nuove leve di militanti, non a qualche manciata di voti) fra i lavoratori e le giovani generazioni. In questo articolo propongo alcuni approfondimenti relativi ai temi affrontati nel libro uscito qualche mese fa. Non toccherò - se non marginalmente - le questioni relative alle trasformazioni strutturali del tardo capitalismo e alle nuove forme di socialismo emerse in Cina e America Latina, perché si tratta di problemi sui quali sono già tornato su queste pagine. Mi concentrerò invece: 1) sulla critica degli "ismi" (economicismo, progressismo, eurocentrismo, universalismo, ecc.) che hanno sterilizzato il marxismo occidentale; 2) sulla questione della forma partito.

sabato 20 gennaio 2024

FILOSOFIA POLITICA. FORMENTI C., Antonio Negri, un uomo che voleva assaltare il cielo alzandosi sulle punte dei piedi, PER UN SOCIALISMO DEL SECOLO XXI, 4.01.2024

 Nel momento in cui l'intero patrimonio di idee, teorie, tradizioni e pratiche politiche del marxismo sembra evaporare nei Paesi Occidentali, mentre rinasce in forme inedite in Asia e America Latina, due eventi distanziati di pochi mesi l'uno dall'altro accentuano la sensazione di vivere la fine di un ciclo storico: mi riferisco alle morti dei due "grandi vecchi" dell'operaismo italiano, il novantaduenne Mario Tronti, deceduto lo scorso agosto, e il novantenne Toni Negri, spentosi poche settimane fa. Commentando la prima su queste pagine (https://socialismodelsecoloxxi.blogspot.com/2023/08/che-cosa-ho-imparato-da-mario-tronti.html) titolavo "Che cosa ho imparato da Mario Tronti", per commentare la seconda ho scelto, per ragioni che chiarirò più avanti, di titolare "Un uomo che voleva assaltare il cielo alzandosi sulla punta dei piedi". Qui non troverete parola in merito al disgustoso luogo comune su Negri "cattivo maestro", che i media di regime hanno prevedibilmente rilanciato, perché le critiche che potrei fare alle sue scelte degli anni Settanta sono marginali rispetto a quelle che intendo rivolgergli qui, riferite piuttosto al suo ruolo - per citare un azzeccato titolo del "Manifesto" - di "attivo maestro". Non troverete nemmeno i ricordi di un rapporto di amicizia ormai lontano nel tempo (negli ultimi decenni ci siamo incontrati in rarissime occasioni). Non troverete nemmeno valutazioni relative alla sua opera strettamente filosofica, compito che delego agli accademici. Qui discuterò solo del Negri teorico del conflitto sociopolitico e dell'influenza che ha esercitato sulle sinistre radicali post comuniste.

FILOSOFIA POLITICA. IL MARXISMO NELLA CINA CONTEMPORANEA. BURGIO, LEONI, SIDOLI, Il pensiero di Xi Jinping come marxismo del Ventunesimo secolo, mondo rosso, 12.02.2023

 V. I. Lenin: “l’esito della lotta” (tra comunismo e imperialismo) “dipende in ultima analisi dal fatto che la Russia, l’India, la Cina costituiscono l’enorme maggioranza della popolazione” (mondiale).[1]

He Yiting: “finché il socialismo cinese non cadrà, il socialismo del mondo starà sempre in piedi. Oggi, il grande successo ottenuto dal socialismo con caratteristiche cinesi ha permesso di scrivere il capitolo più splendido dei 500 anni di socialismo mondiale”.[2]

 

NUOVO GOVERNO M. IL RIEQUILIBRIO LIBERAL-CONSERVATORE DELLE ISTITUZIONI ITALIANE. DA OTTO E MEZZO, 19.01.24

 




giovedì 18 gennaio 2024

POLITICHE SCOLASTICHE E INCLUSIONE. CORLAZZOLI A., Da Galli della Loggia solo banalità: l’inclusione a scuola va trattata nella sua complessità, IL FATTO, 15.01.24

 Uno dei peggiori difetti di chi parla di scuola è la semplificazione e la superficialità mentre uno dei peggiori vizi di chi vive nel mondo della scuola è la mancanza di parresia, la franchezza, il diritto-dovere di dire la verità. È di queste tre malattie che sono rimaste prigioniere le parole di Ernesto Galli della Loggia che in una recensione apparsa sul Corriere della Sera commentando il libro Una scuola esigente di Giorgio Ragazzini, ha scritto: “Nelle aule italiane, caso unico al mondo, convivono regolarmente accanto a ragazzi cosiddetti normali, ragazzi disabili con il loro insegnante di sostegno (perlopiù a digiuno di ogni nozione circa la loro disabilità), poi ragazzi con i Bes (Bisogni educativi speciali: dislessici, disgrafici, oggi cresciuti a vista d’occhio anche per insistenza delle famiglie) e dunque probabili titolari di un Pdp (Piano didattico personalizzato) e, infine, sempre più numerosi, ragazzi stranieri incapaci di spiaccicare una parola di italiano. Il risultato lo conosciamo”.



Galli della Loggia che, con ogni probabilità, non entra in una classe della scuola dell’infanzia o primaria o alle secondarie di primo grado da anni, nei panni di docente, e che non so quante volte abbia vissuto, visto, osservato con i proprio occhi ciò che accade in un’aula dove è presente un ragazzo disabile e un insegnante di sostegno, ha azzardato dei giudizi, nemmeno supportati da dati. Giudizi – a mio avviso – fin troppo ovvi da cadere nella banalità quando, invece, il tema inclusione va considerato nella sua complessità.
E’ come se un maestro di scuola primaria si mettesse a fare analisi storiche al posto di uno storico.




lunedì 1 gennaio 2024

SULLA STORIA RECENTE DELLA SCUOLA ITALIANA. GALFRE' M., Una, nessuna e centomila. La crisi della scuola italiana viene dall’autonomia scolastica, DOMANI, 28.12.2023

 A Firenze, nel cuore di un quartiere signorile, c’è una scuola secondaria di primo grado considerata, come si dice oggi, un’eccellenza, dove per chi ha problemi di rendimento o di disciplina la vita è assai difficile. Poco importa che le aule siano colme di un dolore senza voce. Le migliori famiglie cittadine fanno a gara a mandarvi i propri figli.



POLITICA E FELICITA'. BARTOLINI S., La sinistra riparta dalla felicità: manifesto per un futuro più umano, DOMANI, 31.12.2023

 a felicità è un tema politico? Abbracciare questo tema può consentire alla sinistra di allargare il suo declinante consenso? Sono le questioni che Gabriele Segre ha posto in un recente articolo su questo giornale che parte dal profondo malessere dei nostri cittadini descritto dal recente rapporto Censis. I risultati degli studi sulla felicità indicano una risposta positiva a entrambe le domande.



Viviamo in una società che è stata progettata per renderci stressati e infelici. Ma questo non è un dogma, la politica ha il potere di cambiare le cose. E chi mai dovrebbe farlo se non la sinistra? Ecco come