lunedì 13 aprile 2026

DISCUSSIONE SULLA SCUOLA NEOLIBERALE. PITZALIS M., La crisi della scuola neoliberale produce mostri, DOMANI, 11.03.2026

 Il progetto neoliberale aveva creduto che l’innovazione tecnologica sarebbe stata il detonatore di una trasformazione radicale della scuola. Ma la fortuna politica del neoliberismo non riscosse lo stesso successo nell’esperienza scolastica. Purtroppo per i conservatori, siamo già in un altro mondo e nulla potrà riportare l’orologio indietro. Mentre gli insegnanti democratici devono superare le false dicotomie come saperi vs competenze e dimensione didattica vs disciplinare dell’insegnamento

L'AUTORE E' SOCIOLOGO DELL'EDUCAZIONE

POLITICHE SANITARIE. LE LISTE D'ATTESA. FATTORE G. Perché il tema delle liste d’attesa esiste, ma non è il problema fondamentale della nostra sanità, IL FATTO, 14.03.2026

 Il tema delle liste di attesa si è imposto nei media e nel dibattito politico come il problema fondamentale del Ssn, a volte per provarne la non sostenibilità. Ritengo che il dibattito sia poco informato e spesso fuorviante. Vediamo perché.

SUL REFERENDUM FRA ASTENSIONE E QUORUM. PIRAS M., Referendum, quorum e astensione, IL MULINO, 6.05.2016

 Commentando il referendum dello scorso 17 aprile, Corrado Del Bò ha denunciato su questa rivista i pericoli dell’astensionismo come opzione politica dalla prospettiva dell’etica pubblica. I punti sollevati sono due:

1) l’uso dell’astensione come arma politica per fare fallire un referendum dà un vantaggio in partenza ai sostenitori del «no», dal momento che c’è sempre un tasso di astensione «fisiologico»: il «sì» e il «no» non giocano alla pari, perché il primo deve superare quel tasso di astensione fisiologico, arruolato indebitamente nel fronte del «no»;

2) l’astensione non può essere promossa da cariche istituzionali che devono il loro ruolo proprio al voto degli elettori.

FILOSOFIA POLITICA. UN SAGGIO DI A. ACHARYA. FORMENTI C., Il futuro dell'ordine mondiale secondo Amitav Acharya Un'analisi critica, PER UN SOCIALISMO DEL SECOLO XXI, 3 APRILE 2026

 Mentre è partito il conto alla rovescia per l'uscita, prevista fra tre mesi per i tipi di Meltemi, dei due volumi di Oltre l'Occidente, firmati da Alessandro Visalli e dal sottoscritto, il tema della crisi dell'egemonia dell'Occidente collettivo è al centro di un numero crescente di opere. Una delle più corpose e recenti è Storia e futuro dell'ordine mondiale. Perché la civiltà globale sopravvivrà al declino dell'Occidente, dell'accademico di origine indiana Amitav Acharya (Fazi editore). Il punto di vista di questo autore è decisamente diverso sia da quello di chi scrive che da quello di Visalli, accomunati da un approccio marxista ancorché eretico: Acharya, come vedremo, è un progressista liberal democratico, assai lontano tanto dal marxismo teorico quanto dalle sue messe in pratica sociopolitiche (vedi la sua scarsa simpatia, per usare un eufemismo, nei confronti dell'esperimento cinese). Tuttavia è proprio questo a renderlo interessante, in quanto certifica che l'egemonia dell'Occidente - gramscianamente intesa come capacità di una élite dominante nazionale o mondiale, di influenzare le idee di classi, popolazioni e nazioni subalterne - non fa più presa nemmeno su quegli esponenti delle élite culturali del Sud mondiale che riconoscono il valore universale di certi aspetti della civiltà occidentale (sia pure contestandone - come in questo caso - il merito esclusivo di averli "inventati"). Articolerò l’analisi delle idee di questo autore in cinque sezioni: definizioni e concetti generali; critica delle presunte radici storiche dell'ordine mondiale occidentale; debiti della civiltà occidentale nei confronti delle civiltà del resto del mondo; ascesa e declino dell'Occidente; l'ordine mondiale post occidentale.



giovedì 9 aprile 2026

ELEZIONI POLITICHE 2027. ASTENSIONE E PRIMARIE. GHION P., Primarie, essere uniti non significa essere uguali. Piuttosto si parli dei voti degli astenuti, IL FATTO, 9 APRILE 2026

 C’è una massa silente, una che urla ed una logorroica. Prima di capire chi è cosa, partiamo dal presupposto che difficilmente il governo cadrà ora. Del resto la guerra serve ai leader proprio per questo. Lo abbiamo visto con il gerarca israeliano e con quello americano, in scala minore perché non dovrebbe funzionare anche per gli altri? Circoscriviamolo storicamente come l’Olimpo dei necessari o forse l’isola dei famosi…

POLITICA VIOLENZA AUTONOMIA OPERAIA BRIGATE ROSSE. VENTRONE A., Pietro Calogero, il ‘teorema’ e gli anni di piombo. Certe polemiche resistono ancora oggi, IL FATTO, 9 APRILE 2026

 Il 7 aprile scorso è stata data la notizia della morte, a 86 anni, di Pietro Calogero, il magistrato che proprio 47 anni prima aveva dato il via all’operazione che avrebbe portato al cosiddetto “processo 7 aprile”, con l’arresto del noto intellettuale e leader indiscusso di Autonomia Operaia, Toni Negri. Il nucleo dell’accusa – che AO collaborasse con le Brigate Rosse ed altre organizzazioni armate per realizzare un coordinato piano di attacco alle istituzioni democratiche – accese subito feroci polemiche. Polemiche vive ancora oggi, anche se ormai prevalentemente nei libri di storia piuttosto che sui giornali.