giovedì 6 febbraio 2020

ANNIVERSARI. LA MORTE DI CRAXI. ALMANACCO QUOTIDIANO, 5 aprile 1987 – Craxi chiude a Rimini il XLIV Congresso del Psi, CHIAMAMICITTA, APRILE 2019

Il 5 aprile 1987 Bettino Craxi chiude a Rimini il XLIV Congresso del Partito Socialista Italiano, che si era aperto il 31 marzo; Craxi viene riconfermato segretario.
Nel 1985 il PSI aveva rimosso la falce, il martello, il sole e il libro dal proprio simbolo per rimarcare la sua intenzione di costruire una sinistra alternativa e profondamente riformista guidata dal PSI e non più egemonizzata dal PCI. Alle elezioni politiche che si terranno in quel 1987, il Psi otterrà il 14,3%, massimo storico che sarà superato solo due anni dopo alle elezioni europee. Il PSI però è ancora lontano dal PCI, che ottiene il 26,6% dei voti.

Il Congresso del PSI di Rimini del 1987 è ricordato per l’allestimento sul palco del famoso” tempio greco” ad opera dell’architetto Panseca, che due anni dopo realizzerà per il congresso successivo a Milano l’altrettanto celebre “Piramide”. Il Congresso fu allestito alla vecchia fiera su di un’area di 38.000 metri quadrati.

ELOGIO DI CRAXI. C. MARTELLI, M. SORGI, L'ARIA CHE TIRA, 20 gennaio 2020


(...) Craxi un progetto l'aveva...ed era quello di modernizzare l'Italia riformando le istituzioni, creando una REPUBBLICA PRESIDENZIALE, FEDERALE...collegi uninominali...ha rinnovato il socialismo italiano, ha ridato un ruolo e una dignità internazionale all'Italia anche denunciando il servilismo rispetto al più potente alleato...era un uomo dell'occidente, ma era un uomo indipendente ed è questa la lezione che è importante da conservare e cioè quelo di un Paese conscio di se stesso...capace di governarsi che non ha bisogno di grandi fratelli che lo tengano per mano...e lo ha dimostrato..." (C. Martelli)

(...)l'interesse per Craxi ancora oggi significa che esiste ancora uno spazio politico per quelle idee che probabilmente le vedremo tornare non in un ambito di unità della sinistra...sono idee che non potranno rientrare nel PD...probabilmente nello spazio che si sta creando nel CENTRO POLITICO...qui avremo la possibilità di rivedere quelle idee socialiste" (M. Sorgi)


CAMPAGNE DI ODIO CONTRO 'LA REPUBBLICA'. F. TONACCI, Sei buste sospette, intimidazione contro Scalfari e Repubblica, REPUBBLICA.IT, 5 febbraio 2020

ROMA - I segnali di intimidazione sono ormai troppi, e troppo ravvicinati, per tacerli, derubricandoli a innocue goliardate ancorché di pessimo gusto. A maggior ragione perché prendono di mira un organo di informazione. Da circa un mese la redazione e tutti coloro che lavorano a Repubblica, il suo fondatore Eugenio Scalfari e il suo direttore Carlo Verdelli sono oggetto di minacce e messaggi di odio, che hanno avuto come incipit un falso allarme bomba il 15 gennaio scorso. Gli ultimi sono storia di questi giorni. Tra domenica e martedì, artificieri della Polizia, militari dell'Arma e specialisti dell'unità Nbcr (Nucleare, biologico, chimico e radiologico) dei Vigili del Fuoco sono intervenuti tre volte nella redazione centrale di Roma evacuando temporaneamente alcuni locali. Sono infatti arrivati, e continuano ad arrivare, plichi per Scalfari contenenti quello che è stato classificato come "sospetto materiale organico e granulare".

lunedì 3 febbraio 2020

DOPO LA BREXIT. A.GUERRERA, Brexit, il volantino shock in un condominio: "Da oggi qui si parlerà solo lingua inglese. O tornatevene a casa vostra", REPUBBLICA.IT, 3 febbraio 2020

LONDRA - "Qui da oggi si parlerà solo inglese. Altrimenti tornatevene a casa vostra, così non infetterete più il nostro Paese". A poche ore dall'ufficialità della Brexit, un messaggio razzista scuote il Regno Unito. Da venerdì, ultimo giorno della Gran Bretagna nella Ue, in un condominio popolare di Norwich, in Inghilterra, sono iniziati a spuntare dei fogli A4 appesi a tutti i piani dell'edificio "Winchester Tower". La "lettera aperta" si chiama "Happy Brexit Day", "felice giorno della Brexit". E il testo sotto il titolo è inquietante.

martedì 14 gennaio 2020

EUROPA IN CRISI. G. CRAINZ, Così l’Europa ha creato i propri fantasmi, L'ESPRESSO, 22 aprile 2019

ifficile comprendere appieno la crisi del progetto europeo se non se ne colgono le prime radici, di gran lunga precedenti alla crisi internazionale del 2008 e all’ingigantirsi dei flussi migratori. I suoi prodromi iniziano a manifestarsi già in anni apparentemente “trionfali”: dal 1989 del crollo del Muro al 1992 del Trattato di Maastricht, dal 1998 dell’euro al 2004, con l’allargamento dell’Unione a dieci nuovi paesi. Esce appunto nel 2004 “Il sogno europeo” di Jeremy Rifkin: esso «sta lentamente eclissando il sogno americano», scriveva Rifkin, e invece i germi della crisi potevano esser colti da tempo.

SCUOLA FRA LAVORO E SENSO CRITICO. M. NUCCI, La scuola è il luogo del senso critico. Non solo quello della preparazione al lavoro, L'ESPRESSO, 9 gennaio 2020

Platone a Aristotele, i greci antichi esaltarono con costanza e fermezza la scholè. Solo nel tempo libero dalle necessità materiali, ovvero dagli impegni decisivi a procacciarsi di che vivere, è possibile occuparsi della propria anima, costruire la propria personalità, ragionare, imparare, crescere.

lunedì 13 gennaio 2020

FILOSOFIA POLITICA. DA "L'UOMO A UNA DIMENSIONE" A "REALISMO CAPITALISTA". BOLLETTINO CULTURALE, Nel mondo senza opposizione, SINISTRAINRETE, 9 gennaio 2020

“L'uomo ad una dimensione” di Herbert Marcuse venne pubblicato nel 1964, sotto la minaccia della "catastrofe atomica". Marcuse svela come, nelle società industriali, l'irrazionalità si maschera da razionalità tecnologica e continua descrivendo la cooptazione e il contenimento di tutte le richieste di cambiamento qualitativo alla luce delle "tendenze totalitarie della società monodimensionale". Il famoso libro di Mark Fisher “Realismo Capitalista: non ci sono alternative?” è stato pubblicato nel 2009 all'ombra del tardo capitalismo distopico, della crisi economica globale e del senso diffuso che "non solo il capitalismo è l'unico sistema politico ed economico praticabile, ma anche che ora è impossibile persino immaginare un'alternativa coerente.” Nei quarantacinque anni che separano i due testi, le affinità tra loro sono chiare. Entrambi gli autori si spingono fino al limite del pensiero critico, descrivendo tutto nei termini più severi e rimanendo, nonostante tutto, impegnati a trasformare tutto. In questo modo, quindi, entrambi i testi sono modelli esemplari di scrittura senza speranza, continuando comunque a scrivere. Alla fine di “L'uomo ad una dimensione”, dopo aver notato che "Il vero volto del nostro tempo si vede nei romanzi di Samuel Beckett", Marcuse cita Walter Benjamin che scrive all'inizio dell'era fascista: “È solo per il bene di quelli senza speranza che la speranza ci viene data.” Il testo di Fisher si conclude con un'affermazione altrettanto poetica: "L'evento più piccolo può fare un buco nella cortina grigia della reazione che ha segnato gli orizzonti delle possibilità sotto il realismo capitalista. Da una situazione in cui nulla può accadere, improvvisamente tutto è di nuovo possibile ".