giovedì 26 febbraio 2026

CARRIERE. DA POLITICO A DIRETTORE FAO. REDAZIONE, Maurizio Martina, dalla segreteria del Pd alla sfida per diventare direttore della Fao con l'appoggio del governo Meloni, CORRIERE.IT, 26.02.2026

 l partito di appartenenza, in questo caso, ha rappresentato una variabile che non è stata d’ostacolo: «Il governo italiano ha deciso di candidare Maurizio Martina alla guida della Fao». Ad annunciarlo, in un punto stampa congiunto a Bruxelles, ci hanno pensato il vicepremier Antonio Tajani (Forza Italia) e il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida (FdI). «Al Consiglio Agrifish presenteremo la sua candidatura», continua Lollobrigida, mettendo in conto che probabilmente ne arriveranno delle altre. «Noi chiederemo una posizione unitaria dell’Europa rispetto ad altre posizioni, altrettanto autorevoli, di altri esponenti a livello mondiale. Ma crediamo che Martina abbia ben rappresentato l’Italia». 

NUOVO GOVERNO EMME. DA BIDELLO A PROFESSORE. LA SCUOLA IN ITALIA. NANNETTI F., Francesco Morleo, da bidello a professore di latino e greco al Liceo Minghetti di Bologna: «Che soddisfazione la prima lezione, ma a fine anno potrei tornare al vecchio ruolo», CORRIERE.IT, 26.02.2026

 «È successo tutto in così pochi giorni che è stato difficile elaborare la notizia, anche emotivamente, ma non si può di certo nascondere la tanta emozione. E nemmeno la curiosità per quello che sarà a tutti gli effetti il primo incarico». Quella di Francesco Morleo, 31 anni ancora da compiere, è una storia fatta di anni di studi universitari classici, concorsi, tentativi di percorsi abilitanti all’insegnamento (e tanti costi annessi, per qualche migliaio di euro), graduatorie, idoneità e un «futuro incerto», una storia comune a quella di tanti, troppi docenti precari.



venerdì 20 febbraio 2026

CARRIERE. DA POLITICO A PROFESSORE. REDAZIONE, Luigi Di Maio diventa professore onorario del King’s College di Londra, REPUBBLICA, 20.02.2026

 Luigi Di Maio è stato insignito della nomina a professore onorario del Dipartimento di studi sulla Difesa del King's College di Londra. Ad annunciarlo è lo stesso Di Maio sui suoi canali social. "Assumerò questo nuovo ruolo con l'obiettivo di contribuire al dialogo sulla sicurezza internazionale, le relazioni Europa-Golfo e le dinamiche geopolitiche. Una nuova sfida. Sempre con la stessa passione", ha scritto l'ex ministro degli Esteri italiano, oggi Rappresentante Speciale dell'Ue per il Golfo.


giovedì 19 febbraio 2026

SISTEMA SANITARIO PUBBLICO IN CRISI. UN ESEMPIO EMBLEMATICO. BERNARDINI A., Mors tua, vita tua: la morte di una madre come liberazione, DOMANI, 18.02.2026

 La morte di una madre come liberazione. È strano anche solo scriverlo. La sua liberazione e quella di chi le è stato accanto nella malattia che hanno avuto a che fare con un Sistema sanitario nazionale completamente smantellato. Una malattia che ha fatto parte della sua vita adulta come una compagna feroce. Un’occupazione violenta che si è nutrita del suo corpo nonostante la resistenza, le cure, le speranze

domenica 15 febbraio 2026

GIORNALISMO IN LUTTO. REDAZIONE, Michele Albanese, morto il giornalista anti-‘ndrangheta: era sotto scorta dal 2014, IL FATTO, 15.02.2026

 È morto questa mattina il giornalista Michele Albanese, redattore del Quotidiano del Sud e collaboratore dell’ANSA. Aveva 66 anni. Albanese era uno dei giornalisti più esperti in materia di ‘ndrangheta e punto di riferimento per tanti colleghi non solo in Calabria ma anche a livello nazionale. Albanese era stato ricoverato nel reparto di Rianimazione dell’ospedale di Cosenza per le complicazioni sorte in seguito a un infarto. Lascia la moglie Melania e le due figlie, Maria Pia e Michela.


sabato 14 febbraio 2026

SONDAGGI REFERENDUM GIUSTIZIA 2026. DAL CORRIERE.IT, 14.02.2026

 




POLITICHE DELLA SICUREZZA. REDAZIONE, Decreto sicurezza, più libertà o più controlli alla polizia? Cosa ne pensano i lettori, DOMANI, 11.02.2026

 Tra i punti più controversi del nuovo decreto sicurezza c’è lo scudo penale per gli agenti delle forze dell’ordine. Mentre aumentano le tutele, l’Italia rimane uno dei pochi paesi in Europa a non aver adottato, invece, misure di identificazione degli agenti. Abbiamo chiesto ai nostri lettori e alle nostre lettrici cosa ne pensano

martedì 10 febbraio 2026

MAFIA E BORGHESIA IMPRENDITORIALE NEL NORD ITALIA. LEGATO, STAMIN, “Il pizzo non esiste più: sono gli imprenditori a cercare i boss”. Così il Nord sta collassando, LA STAMPA, 31 gennaio 2025

 Prima una considerazione sui fatti giuridici e investigativi: «Il Piemonte e la Valle d’Aosta si confermano terre di mafia nel senso dell’accoglienza delle mafie “esterne” (per lo più 'ndrangheta), e della successiva “gemmazione” di mafie autoctone, che ha visto nel nostro territorio - tradizionalmente, economicamente e turisticamente fiorente - terra di occupazione e di conquista».



mercoledì 4 febbraio 2026

GIUSTIZIA ITALIANA. IL CASO MAZZOTTI. REDAZIONE, Cristina Mazzotti rapita e uccisa a 18 anni: dopo mezzo secolo arrivano due ergastoli, LA STAMPA, 4.02.2026

 a Corte d'Assise di Como ha condannato all'ergastolo Giuseppe Calabrò, 74enne originario di San Luca (Reggio Calabria) e Demetrio Latella, 71 anni, detto «Luciano»,per il sequestro e l'omicidio di Cristina Mazzotti, la 18enne rapita a Eupilio, nel Comasco, la sera del 30 giugno 1975 e ritrovata morta l'1 settembre successivo in una discarica di Galliate. Il dispositivo della sentenza è stato letto oggi (4 febbraio). Assolto per non avere commesso il fatto il terzo imputato, Antonio Talia, 73 anni di Africo.


CENTRI SOCIALI E ANNI NOVANTA. INTERVISTA CON V. MATTIOLI. DE GIULI, Dentro i Novanta: i centri sociali come laboratori controculturali, DOMANI, 3 febbraio 2026

Alla manifestazione dopo lo sgombero del Leoncavallo a Milano una signora accanto a me ha detto: «Mi sembra un corteo funebre per gli anni Novanta». È stato in effetti in quel periodo che gli edifici occupato per poterci vivere si sono trasformati in laboratori di pratiche militanti, come racconta bene il saggio di Mattioli per Einaudi 

  • Questo articolo è tratto dal nostro mensile Finzioni, disponibile sulla app di Domani, sullo sfogliatore online e in edicola.



A inizio settembre mi sono trovato per strada, a Milano, insieme a decine di migliaia di altre persone, dopo lo sgombero del Leoncavallo. Perché eravamo lì? Per protestare contro l’idea di sviluppo di una città sempre più spietata, i suoi cronici problemi abitativi, le speculazioni immobiliari. Ma anche in difesa di un’idea di cultura, di aggregazione. Forse qualcuno per nostalgia. Una signora accanto a me ha detto: «Mi sembra un corteo funebre per gli anni Novanta».