«È successo tutto in così pochi giorni che è stato difficile elaborare la notizia, anche emotivamente, ma non si può di certo nascondere la tanta emozione. E nemmeno la curiosità per quello che sarà a tutti gli effetti il primo incarico». Quella di Francesco Morleo, 31 anni ancora da compiere, è una storia fatta di anni di studi universitari classici, concorsi, tentativi di percorsi abilitanti all’insegnamento (e tanti costi annessi, per qualche migliaio di euro), graduatorie, idoneità e un «futuro incerto», una storia comune a quella di tanti, troppi docenti precari.
La supplenza e lo scorrimento della graduatoria
A scuola, al liceo Minghetti, nel frattempo era già riuscito a entrare con un contratto annuale da collaboratore scolastico fino a quando, un paio di giorni fa e poco più, ha saputo di poter cambiare ruolo, da un giorno all’altro e inaspettatamente, considerato il periodo dell’anno scolastico piuttosto avanzato: da collaboratore scolastico a professore di greco e latino all’interno dello stesso liceo, il classico Minghetti appunto. Un’occasione ovviamente da non perdere, frutto dello scorrimento della sua graduatoria (il prof Morleo ha partecipato al concorso cosiddetto Pnrr 1) per la supplenza di una delle storiche docenti della scuola, la professoressa Maria Donnarumma, in distaccamento proprio a partire da questi giorni per la vincita di un bando dell’Università di Bologna per un incarico a termine. Anche agli studenti e alle famiglie la notizia è arrivata a cose ormai fatte.
Fino almeno alla fine dell’anno scolastico, dunque, Morleo prenderà la cattedra delle tre classi di Donnarumma — una prima e due seconde liceo —, insegnando loro greco e latino, le materie caratterizzanti dell’offerta formativa del Minghetti. Per poco non gli è toccato anche l’esame di maturità. Ieri, 25 febbraio, la prima lezione e il primo incontro con i ragazzi e oggi sarà di nuovo in aula: «Sono stato quasi più agitato nella preparazione della lezione che poi una volta in classe — ha raccontato —: con gli studenti mi sono semplicemente aperto, anche umanamente, abbiamo fatto un giro di presentazioni e abbiamo ripreso con Cicerone. È stata una bella soddisfazione; la prima lezione ufficiale».
C’è dunque la felicità per «un primo passo avanti e un po’ di fiducia in più nel futuro», ma ci sono anche le normali preoccupazioni legate alle responsabilità. «Ho notato molta disponibilità da parte dei colleghi — ha aggiunto Morleo —, che già mi conoscevano in un’altra veste. È una situazione peculiare, strana, che sto vivendo positivamente; poi ci sono un po’ di normali timori. Ci tengo a essere all’altezza e a trasmettere qualcosa di positivo ai ragazzi. Mi piacerebbe potessero ricordarlo come un periodo di ricchezza». Ma questa per il neo prof è anche l’occasione per rimarcare le storture del mondo della scuola: «Non è da escludere che l’anno prossimo sia di nuovo collaboratore scolastico; concorsi e percorsi abilitanti attuali fanno fatica a dare una prospettiva rosea ai giovani e non solo».
La reazione dei genitori
La notizia, dall’altra parte, ha destato qualche preoccupazione tra i genitori e ha scaldato le chat, più che altro per la partenza della prof di sempre. «Sono preoccupata. Sono sicura che il nuovo supplente darà il suo meglio — le parole di un genitore —, resta tuttavia la delusione e la preoccupazione per un cambio in corsa in due materie così importanti per chi ha scelto il classico e che avviene quasi a marzo, a tre mesi e poco più dalla fine della scuola».

Nessun commento:
Posta un commento