mercoledì 7 agosto 2024

FILOSOFIA DEL DIRITTO E DIRITTO ALLA VENDETTA. MESSINA G., La cultura giuridica sull’orlo dell’abisso. Legittimare il diritto alla vendetta, LA FIONDA, 5.11.2023

 Seguendo il ragionamento fatto da Domenico Gallo in alcuni recenti interventi[1], ci sembra necessario esortare a riflettere sulle implicazioni giuridiche e morali degli eventi delle ultime settimane. Sui significati politici e filosofici di alcune prese di posizione e di alcune analisi sull’atroce attacco al territorio israeliano del 7 Ottobre e sulla successiva rappresaglia da parte dello Stato d’Israele. Non troppi anni fa, in uno dei suoi testi caparbiamente dedicati a gettare la luce della rigorosa analisi sul terreno complesso e a volte contorto della politica internazionale,  Danilo Zolo rifletteva sull’idea di terrorismo, ricostruendo il dibattito nell’ambito della dottrina gius-internazionalistica e degli organismi internazionali intorno alla definizione del fenomeno, per delineare i contorni di un concetto, divenuto nel corso degli ultimi decenni sempre più presente nell’analisi politologica e sociologica. Zolo evidenziava come anche dal dibattito teorico emergesse quanto fosse sfuggente, a fronte di una pretesa ovvietà, il concetto di terrorismo, poiché la definizione di quando un’azione violenta sia terroristica e quando non lo sia non può prescindere dal punto di vista politico, ideologico, religioso dal quale si analizza un determinato evento[2].  Soprattutto però Zolo richiamava l’attenzione su come oggi sia ormai impossibile distinguere violenza terroristica da violenza militare, perché gli elementi che in qualche modo rendevano la seconda, almeno in certe circostanze, ‘legittima’ sono da tempo venuti meno.

FILOSOFIA POLITICA. ABBANDONO DELLA DIALETTICA E PENSIERO DELLA DIFFERENZA. AZZARA' S. G., Dal rifiuto dell’universalità hegelomarxista alla frantumazione postmoderna delle identità Sputando troppo su Hegel si finisce prima o poi per sputare anche su Diotima, DIALETTICA FILOSOFICA, 3.08.2024

 Premessa 

In un’intervista rilasciata al giornale liberista-conservatore “Il Foglio”, la filosofa Adriana Cavarero – una delle maggiori teoriche italiane del femminismo della differenza sessuale – ha espresso di recente le sue preoccupazioni per gli sviluppi della «teoria del gender fluid» e per le rivendicazioni politiche maturate in seno alle «avanguardie lgbt»1. In questa composita «galassia», dice, è emersa via via una profonda «polemica» nei confronti del femminile e persino una volontà di censura «verso l’uso della parola donna». Nella «neolingua» che questo movimento va proponendo – con un’arroganza rafforzata dalla sintonia con le dinamiche linguistiche di stampo terroristico del “politicamente corretto” oggi dominante –, sarebbe «vietato dichiarare che i sessi sono due» e sarebbe vietato soprattutto – appunto – «l’uso della parola donna». La quale «non può essere detta né scritta», perché implicherebbe la cancellazione escludente, repressiva e genocidaria (non dissimile da quella operata dalla «destra», dai «conservatori» e dai «neocattolici») della sussistenza di una pluralità indefinita e cangiante di distinti orientamenti «intersex» e delle rispettive autopercezioni di genere, ciascuna con la propria legittimità e i propri diritti (in primo luogo il diritto alla genitorialità, tramite quella pratica che dai fautori viene chiamata “gestazione per altri” mentre dai detrattori è denigrata come “utero in affitto”).

OLIMPIADI E RAZZISMO. PUGILATO FEMMINILE. ABBATE F., Contro Imane si schiera l’Italietta gretta e omofoba, L'UNITA', 3.08.2024

 L’esito della vicenda che ha visto sul ring delle Olimpiadi di Parigi Imane Khelif, pugile algerina a sfidare l’italiana Angela Carini, molto racconta del piccino costume razzista e insieme omofobo dello Stivale sportivo strapaesano. I fatti: Angela Carini, dopo pochissimi istanti dall’inizio dell’incontro, ricevuto un colpo al naso, decide irritualmente di fermarsi, raggiunge l’angolo e, rivolta al commissario tecnico, pronuncia il primo atto di un copione vittimistico che la renderà, in un altrettanto breve lasso di tempo, se non proprio campionessa, di sicuro beniamina vincente nel cuore di Giorgia Meloni e di Ignazio La Russa.

NUOVO GOVERNO EMME. IL MELONI-SALVINI PENSIERO. PROSPERO M., Come funziona il Meloni-Salvini pensiero: non so niente, quindi te lo spiego, L'UNITA', 7.08.2024

 Senza esitare Giorgia Meloni è volata d’urgenza a Parigi, lo esigeva la fulminea risposta ai pugni dell’ambigua ragazza di Algeri. Il consigliere governativo Galli della Loggia aveva non a caso esortato le élites nostrane a ribellarsi alla debilitante malattia dell’Occidente, così arrendevole verso “il Negativo”. La situazione lungo la Senna appariva in effetti compromessa a causa del trionfo del politicamente corretto quale ideologia rammollita che rifiuta di vedere la presenza del “Male” nella corporeità intersessuale di un’africana. La sovranità della Nazione era sbeffeggiata dal testosterone troppo generoso che gonfiava i guantoni di un’atleta proveniente da una terra etnicamente altra – “un algerino” la chiamano i fogli di destra, con la penna di Mario Sechi mai come ora toccata dalla grazia dell’ironia, dell’acume, della credibilità. La Patriota ha perciò accolto con ardore la prova Musk-olare allo scopo di garantire l’incolumità di una pugile tricolore minacciata dai fendenti scagliati da un fisico alieno.

domenica 4 agosto 2024

ANNIVERSARI. LA STRAGE DELL'ITALICUS NEL 1974. LIMITI S., talicus: dodici morti ammazzati, quaranta feriti, nessun colpevole. Neanche dopo 50 anni, IL FATTO, 4.08.2024

 4 agosto 1974: alla stazione Tiburtina di Roma è tutto pronto per far partire l’Italicus, il treno espresso 1486 delle ore 20.42. Il ponentino romano, la brezza che spira dal mare, rallegra gli animi alla sera, si sta bene e nessuno fa caso a quei 7 minuti di ritardo con cui il convoglio inizia la traversata della bella penisola. Deve arrivare a Monaco di Baviera ma, di tappa in tappa, c’è sempre qualcosa che rallenta, tanto che quando riparte da Firenze il ritardo è già di 26 minuti. Una mezz’oretta. Un lasso di tempo insignificante nell’economia di un lungo viaggio, uno spazio di nessuna importanza nell’arco di una vita, ma maledettamente essenziale se sta per scoppiare l’inferno.


sabato 3 agosto 2024

URBANISTICA E POLITICHE DELLA CASA. REGNO UNITO. JAMES L., How the look of council estates has changed over a century, THE INDEPENDENT, 30.07.2019

 Those soldiers who made it back from the First World War were greeted by a prime minister hoping to be returned to office by offering houses to anybody who might need one. Hundreds of thousands of “homes fit for heroes” were to be built, providing respectable dwellings for the people in Britain who would otherwise be doomed to squalor. This promise was given parliamentary accord in the Addison Act, passed 100 years ago today.

Park Hill estate in Sheffield, completed in 1961 (Paolo Margari)

ALTRE IMMAGINI


TEORIE POLITICHE. SOVRANISMO E CONSERVATORISMO. ALEMANNO G., L’intervento/ Gianni Alemanno: perché le ragioni del sovranismo superano quelle dei conservatori, DESTRA.IT, 20.09.2022

 Alle elezioni europee del 2019 Fratelli d’Italia si presentò con un simbolo elettorale in cui, insieme alla Fiamma tricolore, campeggiava la scritta “conservatori e sovranisti” per rappresentare il tentativo di sintesi tra queste due impostazioni politiche, diverse ma potenzialmente complementari. Fu quello il momento in cui il Movimento Nazionale per la Sovranità si sciolse e confluì in Fdi, in un processo di aggregazione molto più vasto che di fatto avviò l’inarrestabile crescita di consensi del partito di Giorgia Meloni.