lunedì 1 maggio 2023

RUVIDE. STORIE DI LOTTE E LAVORO. REDAZIONE, Ruvide, il racconto delle lotte operaie e studentesche tra gli anni ‘60 e ‘80, DOMANI, 1 maggio 2023

 «Operai e operaie di tutto il paese unitevi. E raccontate la vostra storia davanti ad una telecamera». Così viene pubblicato online Ruvide, l’archivio audiovisivo sul movimento operaio italiano, che copre le lotte sindacali tra gli anni ‘60 e ‘80.

Ruvide è un archivio in cui andranno in scena online operai e operaie, braccianti e mondine, delegati dei consigli di fabbrica, intellettuali, funzionari e militanti dei partiti e delle organizzazioni della sinistra. Donne e uomini eredi consapevoli della Resistenza, che hanno conquistato gran parte dei diritti e tutele di cui oggi godiamo.



mercoledì 26 aprile 2023

GENERAZIONE SESSANTA-SETTANTA. UN ROMANZO DI STEFANIA NARDINI. BISOGNO M., La combattente di Stefania Nardini: intervista alla scrittrice che racconta un amore e la passione politica, L'INDIEPENDENTE, 21.07.2021

 Due dimensioni temporali: nel passato narrativo gli anni Sessanta e Settanta, la partecipazione politica, la fibrillazione sociale, le piazze gremite, le Università occupate, i collettivi. Nel presente narrativo, invece, la contemporaneità, che per chi ha vissuto quel periodo di ideali e desideri di cambiamenti radicali ha un retrogusto amaro. La combattente (edizioni e/o), l’ultimo romanzo della giornalista e scrittrice Stefania Nardini, meritevole di aver acceso l’attenzione in Italia e in Europa sulla figura del marsigliese Jean Claude Izzo, si snoda proprio su queste coordinate. Si disvela così il passato di Fabrizio, uno dei personaggi principali del libro, che di sé ha omesso la vicinanza alle frange armate dell’estrema sinistra e molti altri dettagli che sono la sua ansia continua, una specie di male di vivere che nasconde persino a Angelita, voce narrante e compagna di vita. Nonostante l’amore che li lega e del quale apprendiamo essenzialmente attraverso dei flashback, tra Angelita e Fabrizio c’è una distanza che si rivela segretezza, ambiguità, dolore. Per ricostruire quel che Fabrizio le ha omesso, Angelita arriva fino a Marsiglia, dove vecchie conoscenze  riportano a galla versioni di lui che la nostra eroina ignorava. Angelita è un personaggio d’ispirazione: non arrendevole, ostinata, attraversa stati d’animo diversi lungo lo svolgersi della storia. È bella perché non si sottrae. Con una scrittura affilata e piena di grazia, Stefania Nardini delinea il profilo di una donna moderna ma assolutamente inclassificabile, politicamente scorretta, a suo agio nei cortei, a raccontare le politiche sociali per i giornali che le commissionano i reportage. Una donna che a un certo punto si innamora e poi si dispera, ma che in ogni circostanza insegue la verità, il che è davvero illuminante.

Stefania Nardini vive tra Roma e Marsiglia. Come giornalista ha lavorato per Il Messaggero e per Il Mattino firmando pezzi sulla camorra. Insieme al marito, il noto e indimenticato giornalista Ciro Paglia (scomparso nel 2013) ha vissuto per anni in un grande casale, a Bettona, in Umbria.

ANTROPOLOGIA POLITICA. PIERRE CLASTRES. FILIPPI M., Il pensiero dissonante di Pierre Clastres, IL MANIFESTO, 19.04.2023

 L’antropologia politica. Il potere e le società contro lo Stato (ombre corte, pp. 79, euro 9, traduzione di Gianfranco Morosato) è un tassello indispensabile che si aggiunge alla sempre più ricca presenza dell’opera e del pensiero di Pierre Clastres in Italia. Il libro è composto da una lucida prefazione di Miguel Abensour e da due interviste dell’antropologo francese – la prima del 1974 con la rivista L’Anti-mithes e la seconda con Raymond Bellour pubblicata nel 1978, un anno dopo la scomparsa del brillante allievo di Lévi-Strauss, che tanta influenza ha esercitato sulla riflessione contemporanea da Deleuze e Guattari fino a Viveiros de Castro.



25 APRILE 2023. LETTERA DI MELONI AL CORRIERE DELLA SERA. MELONI G. AL CORRIERE. D. SERA, 25.04.2023

 Il testo, diffuso da Palazzo Chigi, della lettera della presidente del Consiglio Giorgia Meloni al Corriere della Sera in occasione della Festa della Liberazione.

Caro direttore,

oggi l’Italia celebra l’anniversario della Liberazione. Io stessa lo farò accompagnando il presidente della Repubblica Mattarella nella tradizionale cerimonia di deposizione di una corona di alloro all’Altare della Patria, mentre i ministri del governo parteciperanno alle altre celebrazioni istituzionali previste.



25 APRILE. LA LETTERA DI MELONI AL CORRIERE. GIOVANNETTI G., Anticomunisti e vicini ai fascisti. La Resistenza modello Meloni, DOMANI, 26.04.2023

 

  • Nella sua lettera al Corriere la premier ha esaltato il contributo dei patrioti osovani nel nord est del paese. Sono gli stessi che intrecciavano rapporti con i repubblichini e che nel dopoguerra entreranno in Gladio.
  • A differenza dei tanti che la indorano, Meloni sembra sapere che questi partigiani, più che combattere nazisti e fascisti, erano semmai a loro vicini in funzione anti titina.
  • Il dopoguerra ha visto brillare altre figure apicali del firmamento osovano, tutti, chi più chi meno, coinvolti, nei primi anni Sessanta, nelle trame golpiste del “piano Solo” del generale “partigiano” Giovanni De Lorenzo.

25 APRILE. LA LETTERA DI MELONI AL CORRIERE. BRANDO M., 25 aprile, la lettera di Meloni al Corsera va riletta: così si spiega il senso delle tante omissioni, IL FATTO, 26.04.2023

 La lettera che Giorgia Meloni ha inviato al Corriere della Sera (per raccontare il “suo” 25 aprile e l’evoluzione della destra erede del Msi) merita di essere letta due volte per capire meglio. Nel senso che non è interessante soltanto quello che scrive, lo è di più ciò che non scrive o che sottintende. Affrontando la missiva in questo modo si ha l’opportunità di spiegare a noi stessi – non alla premier, che sa bene ciò che (sotto)intendeva – il senso del contenuto, esplicito e implicito, e il significato di certe apparenti omissioni.

martedì 25 aprile 2023

25 APRILE 2023. IL DISCORSO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA.

 «Se volete andare in pellegrinaggio, nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati, dovunque è morto un italiano, per riscattare la libertà e la dignità: andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione». È Piero Calamandrei che rivolge queste parole a un gruppo di giovani studenti alla Società umanitaria, a Milano, nel 1955.