Analisi del testo poetico-letterario
Ho guardato le 2 tracce. Una poesia d'amore non ricambiato di C. Pavese e un testo sul ricordo e la memoria di V. Brancati, autore non certo fra quelli trattati con riguardo a scuola. Purtroppo non c'è richiesta di confrontare le tematiche con le visioni attuali sia dell'amore che del ricordo, esperienza la prima forse più alla portata di un adolescente rispetto alla seconda, più impegnativa e lontana.
Riguardo al primo tema, molti studi, da anni, descrivono una evidente rivoluzione nei costumi e nei comportamenti sessuo/affettivi (che sono davanti agli occhi di tutti) di cui non c'è traccia nelle indicazioni che seguono; sull'altro tema, da tempo si insiste sul fatto che la nostra sia l'epoca del "presentismo", senza più un'idea di futuro, da un lato, e con molte sollecitazioni rivolte, dall'altro, a varie interpretazioni e colorazioni del passato, anche in senso politico-ideologico. Un passato utilizzato, infatti, da partiti politici e dai media con grande enfasi. La cultura di massa, in particolare, sta rilanciando a piene mani tutto quello che si è prodotto e diffuso negli ultimi 50 anni in campo musicale, cinematografico, televisivo, ecc. riciclando, ricomponendo, riproponendo nei modi più vari ad uso e consumo il risultato finale di queste operazioni sia per quanti 50 anni fa erano, allora, adolescenti, sia per i nuovi adolescenti di oggi creando, in tal modo, corto circuiti pericolosi fra genitori e figli.
Nel testo di Brancati il riferimento è ovviamente alla memoria di tipo ancora orale-arcaica, con l'evocazione della figura del vecchio, custode della tradizione della comunità di appartenenza, anche questo un motivo, oggi, dissolto nel nulla fra disprezzo per gli anziani e avvento di tecnologie della memoria di ogni tipo.
I testi argomentativi 1, 2, 3
Il testo argomentativo sulla democrazia era doveroso visto lo stato di profonda crisi che questo istituto attraversa. Ma anche in questo caso le conoscenze fornite dalla scuola sono davvero esigue. Per cui il rischio è quello di scrivere banalità e luoghi comuni a profusione! Invece il discorso di Saragat poteva offrire molti spunti di riflessione, anche perché segna un percorso, indica delle prospettive e obiettivi da raggiungere: oggi (2026) noi siamo i testimoni di quanto sia stato fatto rispetto a quella serie di proponimenti del 1946!
La traccia sulla scienza sorprende in quanto veniamo da anni di complottismi, antiscientismo, negazionismi climatici e via elencando...sono stati più ascoltati i no vax che i virologi, la confusione è stata totale anche grazie all'ausilio dei social. Dunque, adesso come si potrebbe scrivere qualcosa di sensato e meditato dopo questo turbinio indecente? Aggiungo, poi, che a scuola non si fa storia delle scienze, ma si fa credere che le scienze non abbiano storia, prima fra tutte la matematica, regina assoluta per le sue origini astrali e extraterrestri!
La traccia 3 potrebbe sembrare quella più ambigua se vista nella prospettiva del governo in carica. In effetti è l'unica traccia di cui si è parlato sui giornali. Per merito del nome dell'autore a cui il passo si riferisce, il sociologo magiaro Frank Furedi, considerato vicino alle posizioni ideologiche dell'ex leader ungherese Orban. Nel testo si parla di "adultescenza", termine che in Italia si è diffuso grazie allo psicoanalista Massimo Ammaniti. Il riferimento ai "confini che contano", evocato nel titolo del libro di Furedi, avrebbe potuto generare subito qualche mal di pancia. Tuttavia il testo, in realtà, fa riferimento a tematiche di tutt'altro genere e di stringente attualità, quali appunto il concetto di "adultescenza" cerca di chiarire: l'idea che, nella cultura dominante di ispirazione nord-americana, conti solo la giovinezza, mentre tutto il resto sia solo il fallimento dei tentativi votati alla preservazione di questa età della vita.
Come si legge alla fine del testo "La puerilità è idealizzata per la banalissima ragione che molte persone si sgomentano al pensiero di vivere l’alternativa: maturità, responsabilità e impegno incontrano solo una debole convalida da parte della cultura contemporanea".
Un'aspirazione assurda che fa emergere l'altra questione che caratterizza certe tendenze culturali odierne volte ad opporsi a quanto i processi naturali, purtroppo o per fortuna, continuano a decretare. Contro ogni evidente consapevolezza che certi limiti, alla fine, continuano ad essere invalicabili.
A conti fatti, al momento, mi verrebbe da pensare che non si sia voluto calcare la mano in questa fase di pre-elezioni per dare l'impressione (fasulla) che la scuola avesse fatto, invece, il suo dovere parlando delle cose giuste mentre all'esterno infuriava la demagogia e l'approssimazione.
TRACCE SECONDA PROVA
SCIENZE UMANE OPZIONE ECONOMICO-SOCIALE
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