sabato 12 gennaio 2013

TELEVISIONE COME AUTOBIOGRAFIA DELLA NAZIONE. GIORGIO SIMONELLI, Servizio Pubblico? Un triste spettacolo…, IL FATTO, 12 gennaio 2013


Magari arrivo un po’ in ritardo. Ma ho voluto pensarci e capire cosa ne pensavano amici che ho sentito tutti molto preoccupati per quanto accaduto giovedì sera da Santoro e per le conseguenze che ne potrebbero derivare. Personalmente, non credo molto allo spostamento di voti come esito immediato delle performance televisive. A medio-lungo termine la tv incide eccome, a breve o brevissimo non lo credo. Quindi lascerei le storie del recupero prodigioso di Berlusconi ai Sallusti, Feltri, Gelmini che a raccontare balle sono così abituati da crederci loro stessi e mi occuperei d’altro, senza ovviamente abbassare la guardia e trascurare i pericoli.

POLITICI DA DIMENTICARE. MICHELE PROSPERO, La miseria degli Ichino che votarono alle primarie, L'UNITA', 11 gennaio 2013

E meno male che è «salito» in politica per restituirle la dignità etica smarrita. Con le sue disinvolte campagne acquisti, Monti recluta con destrezza nuovi adepti in fuga dal Pd (ma anche dal Pdl) e li piazza subito nelle teste di lista. Con il suo trasformismo ben stagionato, il premier tecnico pare immerso in pieno nel clima del calcio mercato invernale, che è poi quello di riparazione.


venerdì 11 gennaio 2013

IL LINGUAGGIO DEI POLITICI. UMBERTO ECO, Il senso di Bersani per la metafora, L'ESPRESSO, 13 dicembre 2012

Ormai in lizza autorevole per le elezioni politiche Pier Luigi Bersani parlerà ancora a lungo nei prossimi mesi e, fedele all'immagine che si è creato, di persona di buon senso popolare, immagino che farà ancora uso di quelle che lui e altri definiscono ormai come le "metafore di Bersani", e che io da ora in avanti chiamerò "bersanemi" per le ragioni di cui dirò. I bersanemi hanno dato origine a una divertente serie di emulazioni, a partire da Crozza e, se pure l'origine dei suoi detti risale ad antiche saggezze popolari, Bersani ha creato un genere letterario.

SOCIOLOGIA DELLA POLITICA. GIUSEPPE DE RITA, Questi politici hanno solo fame. Intervista di Marco Damilano, L'ESPRESSO, 2 ottobre 2012

Siamo nella fase della betoniera. E c'è solo da sperare, con un po' di cinismo, che alla fine succeda anche in Italia quello che avvenne negli Stati Uniti, con le grandi famiglie politiche che sono nate sul traffico degli alcolici...». Giuseppe De Rita, 80 anni, fondatore del Censis, commenta le cronache di questi giorni. A vedere le foto del toga party con gli invitati mascherati da maiali sembra di sfogliare le tante immagini prodotte dall'interprete della società italiana nei suoi rapporti degli ultimi venti anni: l'individualismo sfrenato, il disastro antropologico, l'eclissi della borghesia, la mucillagine, la poltiglia... «Ci metteremo almeno quindici anni a ricostruire qualcosa dopo questo dissolvimento».