mercoledì 13 dicembre 2023

ANNIVERSARI. LA STRAGE DI PIAZZA FONTANA UN ANNO PRIMA. S. FERRARI, Quei due ordigni alla Rinascente, i sospetti portano a Ordine Nuovo, IL MANIFESTO, 12.12.23

 Un anno prima della strage di Piazza Fontana, a Milano, nel 1968, alla Rinascente, il grande magazzino con ingresso su Piazza Duomo, furono rinvenuti due ordigni, il primo il 30 agosto e il secondo il 15 dicembre, rispettivamente al sesto e al primo piano. Due bombe che non esplosero, per il basso voltaggio della batteria nel primo caso, perché scoperta e disinnescata prima dello scoppio, nel secondo. La prima bomba era mimetizzata in una scatola per scarpe da donna, mentre la seconda era stata nascosta, dato il periodo pre-natalizio in un pacco regalo.


Altri commenti:

G. PASSARELLI   DOMANI 12.12.23

ANNIVERSARI. LA STRAGE DI PIAZZA FONTANA DEL 1969. M. DI VITO, Stragi senza giustizia, ma la verità esiste ed è tutta negli archivi, IL MANIFESTO, 12.12.23

 Per trovare una verità sepolta dai decenni bisogna mettersi a riguardare la storia minuto per minuto. È un lavoro che richiede pazienza e poi non è affatto detto che produca risultati tangibili, perché se è vero che in guerra la prima vittima è proprio la verità, dove una guerra non è mai stata dichiarata a morire subito è quasi sempre la memoria. E purtroppo l'esattezza delle risposte dipende sempre dalla domanda da cui si decide di partire. Per esempio: il decennio che corre tra la strage di piazza Fontana, avvenuta 54 anni fa esatti , e quella della stazione di Bologna è stato un decennio di guerra? Si dirà che sono successe tante cose, che non c'è stato solo il sangue, non c'è stata solo la violenza, non ci sono state solo le bombe, le trame e le congiure. C'è stato anche il coraggioso tentativo di trasformare l'Italia in un paese civile: lo statuto dei lavoratori, l'aborto, il divorzio, l'obiezione di coscienza, la chiusura dei manicomi.

NUOVO GOVERNO M. E DEBITO PUBBLICO. R. CICCARELLI, Il fallimento di un progetto politico che fa pagare tutto a cittadini e lavoratori, IL MANIFESTO, 12.12.23

 Che sia «tecnico» o «politico» chi governa il debito pubblico in Italia non fa altro che sperequare i suoi costi ai danni di chi non può opporsi. È una politica di classe, non un tradimento di un paese «fallito», «in declino», corrotto o corruttore. A dispetto del suo presunto ruolo «politico», il governo Meloni non fa differenza. Sta gestendo una politica fallimentare che aggrava i problemi, li fa pagare ai cittadini e ai lavoratori, aumenta la concentrazione delle ricchezze e le ingiustizie.

lunedì 4 dicembre 2023

POLITICA INTERNAZIONALE. N. ARAGONA, Bin Salman compra tutto: questo immenso potere economico mi spaventa, IL FATTO, 1.12.2023

 Dal 2016, anno in cui Bin Salman ha annunciato la “Saudi Arabian Vision 2030”, ambizioso progetto di trasformazione radicale del Paese attraverso riforme economiche, e, dicono, anche sociali e culturali (!), gli obiettivi raggiunti, grazie ai Saudi petrol dollars sono stati moltissimi.

L’esigenza nasce dall’intento di ridurre la dipendenza economica dell’Arabia dal petrolio, diversificando le fonti di profitto. La Future Investment Iniziative (FII), la famosa Davos nel deserto alla cui sesta edizione a Riad hanno partecipato più di 6.000 (SEIMILA) tra capi di Stato e di governo, imprenditori ed economisti, è uno dei più grandi consessi al mondo dove si discute del futuro dell’economia globale. Il Regno ha acquisito partecipazioni o l’intero possesso di società di tutto il mondo; è partner in società di telefonia, in Microsoft, Meta, Paypall etc. Attraverso le generose donazioni a centri di studi e di ricerca (i cosiddetti “Think tank”) statunitensi, l’Arabia ha creato una vera e propria lobby che influenza anche le decisioni governative degli Usa in materia di finanza, di economia e anche politica. In Europa e in Italia si cerca di fare la stessa cosa, anche attraverso l’influenza di qualche politico sensibile ai petrol-dollari.

POLITICHE SANITARIE. D. DE FELICE, No ai test d’ingresso a Medicina, liste d’attesa ridotte con unità territoriali: cambiamo la sanità, IL FATTO, 3.12.2023

 Ho appena scoperto che l’assessore alla Sanità della Regione Lombardia ha trovato la soluzione da gennaio prossimo alle liste di attesa: un premio in denaro alle strutture che le rispetteranno. Spendere, mai risparmiare è il motto. Sono stato invitato dal dott. Giovanni Sansò dell’Aldai (Associazione Lombarda Dirigenti Aziende Industriali) il 29 novembre: ho spiegato le mie prescrizioni per una sanità nuova, con idee anche sulle liste di attesa. Qui vi riporto un estratto di quanto detto, chi vorrà potrà vedere il video registrato sul loro sito.

Oggi in qualunque branca della Medicina, occorre prima conseguire la specializzazione. L’unico che può svolgere attività medica senza specialità è il medico di base che può sostituirla con un corso regionale di tre anni. Da tempo dico che la medicina di base potrebbe avere una facoltà autonoma, Medicina del Territorio, come da qualche anno avviene per l’Odontoiatria, completamente scissa da Medicina.

RAPPORTO CENSIS 2023. PROCESSI FORMATIVI.

 Roma, 1 dicembre 2023 – Il gap tra domanda e offerta di capitale umano. La scuola è troppo distante dal mondo del lavoro. Lo afferma l’85,9% degli italiani e l’89,1% degli studenti. Si stima un fabbisogno occupazionale tra il 2023 e il 2027 pari a quasi 1,3 milioni di laureati o diplomati Its: in media, circa 253.000 all’anno a fronte dei 244.200 effettivamente previsti. Nei prossimi anni ci sarà dunque un fabbisogno inevaso di almeno 8.700 persone con formazione terziaria ogni anno, per un totale di 43.700 nell’intero periodo considerato, di cui circa l’80% costituito da laureati in discipline Stem, economiche, statistiche, sanitarie e giuridiche. I giovani in Italia sono pochi e in futuro saranno ancora meno. Oggi i 18-34enni sono 10.293.593: negli ultimi vent’anni si sono ridotti di oltre 2,8 milioni. Erano il 23,0% della popolazione nel 2003, sono scesi al 17,5% nel 2023 e tra vent’anni, nel 2043, si ridurranno al 16,4% del totale. Tuttavia, nel nostro Paese persistono sacche endemiche di dissipazione del capitale umano giovanile: i Neet 15-29enni, che non studiano e non lavorano, sono il 19,0% del totale, a fronte di una media europea dell’11,7% (siamo secondi solo alla Romania). Il 26,8% dei 18-24enni (oltre un milione) ha al più la licenza media e di questi l’11,5% (oltre 460.000) è classificabile come early school leaver, avendo lasciato precocemente gli studi.

RAPPORTO CENSIS SULLA SOCIETA' ITALIANA. IL SISTEMA DI WELFARE PERCEPITO NEL 2023

 Roma, 1 dicembre 2023 – La priorità del rilancio del Servizio sanitario italiano. Tra il 2012 e il 2019 la spesa sanitaria pubblica in rapporto al Pil è passata dal 6,7% al 6,4%, nel 2020 del Covid è salita al 7,4% e poi è scesa di nuovo al 6,7% nel 2022. Dal confronto internazionale emerge che nel periodo 2012-2019 in Italia la spesa sanitaria pubblica ha registrato un -0,4%, in Francia un +15,0%, in Germania un +16,4% e in Spagna un +7,7%. Negli anni 2019-2021, per effetto della pandemia, in Italia si è registrato un +6,7%, in Francia un +8,8%, in Germania un +16,6% e in Spagna un +13,5%. Secondo la Nadef, nei prossimi anni la spesa sanitaria pubblica italiana in rapporto al Pil diminuirà fino al 6,1% nel 2026. Insomma, risorse pubbliche per il Servizio sanitario nazionale declinanti nel tempo e strutturalmente inferiori a quelle di Paesi simili al nostro. Un altro fronte critico è lo shortage del personale sanitario. Il tasso di turnover (il rapporto tra assunti e cessati in un anno) è pari a 90 per i medici e a 95 per gli infermieri. Data la elevata età media, si stima che tra il 2022 e il 2027 andranno in pensione 29.000 medici dipendenti del Servizio sanitario nazionale e 21.000 infermieri. Sono numeri che confermano una fragilità che potrebbe determinare in futuro costi sociali elevati.