sabato 27 settembre 2025

SINISTRA IN CRISI. IL PD FRA GRADUALISMO, TRADIZIONE E TRADIZIONALISMO. SULL'INTERVENTO DI S. LEPRI, M. FAGOTTO F., 28.09.2025

 La tesi. Massimalismo e progressismo: i rischi di certe proposte oltranziste


La tesi di Lepri è la seguente: nell'attuale fase di riconfigurazione ideologica del PD, la segreteria in carica sta premendo l'acceleratore in direzione di politiche troppo ispirate a principi massimalisti e progressisti.

Lepri fa 3 esempi: le politiche ambientaliste, troppo sbilanciate a favore di un repentino passaggio all'elettrico; le politiche militari e quelle civili (abbassare il numero di anni richiesti per ottenere la cittadinanza, oggetto di uno dei quesiti referendari dell'8 giugno, bocciato dalla maggioranza degli elettori).

Quale il rischio di muoversi in questa direzione? “Un certo progressismo rischia di snobbare le tradizioni, quasi a considerarle residui di un passato da superare”.

Su questa strada la competizione con i partiti di destra risulta chiaramente perdente: se le richieste di cambiamento sono troppe “chi deve sopportarle proverà ad opporsi trovando rappresentanza nelle destre, le quali promettono protezione dalle fatiche della novità “.

Da cui la proposta gradualista di Lepri: “persone, famiglie e comunità  vanno accompagnate nell'inevitabile percorso a tappe” verso l'avanzamento.

Dopo aver ricordato che il gradualismo ha una storia rispettabile (accettato perfino dagli indisciplinati anarchici), Lepri introduce la seconda questione: la differenza fra tradizione e tradizionalismo.

Se il tradizionalismo appartiene alle visioni del mondo proprie dei conservatori e delle destre (per i quali autoritarismo, maschilismo, nazionalismo, uso strumentale dei simboli religiosi, familismo amorale sono principi e valori da difendere), la tradizione, anzi, le “buone tradizioni contribuiscono al bene comune”.

GLI ANNI DELLE PASSIONI TRISTI. LA QUALITA' DELLE CLASSI DIRIGENTI ITALIANE. GLI ANNI DI RENZI. CONFRONTO FRA T. MONTANARI E A. MORANI. DA L'ARIA CHE TIRA, LA SETTE, 2017

 ASCOLTA IL CONFRONTO

POLITICA E VIOLENZA. I GRUPPI SUPREMATISTI IN ITALIA. INDACO F., Sgominata cellula neonazista: pianificava attentato a Giorgia Meloni, POP. IL GIORNALEPOPOLARE.IT, 22.09.2025

 

Dodici arresti coordinati dalla Procura di Bologna, il gruppo si organizzava attraverso canali Telegram criptati.

Bologna – Le forze dell’ordine italiane hanno smantellato una pericolosa cellula estremista che aveva pianificato un attentato contro la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. L’operazione, coordinata dalla Procura di Bologna, ha portato all’arresto di 12 persone e all’esecuzione di 25 perquisizioni in diverse città italiane.

POLITICA E VIOLENZA. I GRUPPI SUPREMATISTI IN ITALIA. DI VITO M., Presi i neonazisti di Telegram: «Pensavano di colpire Meloni», IL MANIFESTO, 5 DICEMBRE 2024

 C’è un albergo davanti al parlamento. «Da lì puoi sparare dall’alto». «Trovami un cecchino e attueremo il tuo piano».

Siamo nel 2023. Si discute di fare un attentato. L’obiettivo è Giorgia Meloni, colpevole di essere «una fascista che perseguita i fascisti».

CRISI DELLA SINISTRA E FUTURO DEL PD. LEPRI S., Il valore del gradualismo: perché al Pd non può bastare essere progressista, DOMANI, 19 SETTEMBRE 2025

 l centrosinistra, se vuol tornare a vincere le prossime elezioni politiche, dovrebbe prenderne atto: le alleanze e i contenuti sono cruciali, ma non bastano. Serve, anche o soprattutto, rivalutare il profilo della coalizione alternativa alle destre e in particolare del Pd. Questo profilo oggi si può definire, in forza dei tratti che vuole far emergere, come massimalista e progressista. Si tratta di attributi che danno il senso della forte attesa di cambiamento ma che rischiano, se non bilanciati, di essere inefficaci.

Non c’è dubbio che una certa radicalità nelle proposte vada perseguita. Su molti obiettivi occorre avere presente il risultato cui tendere, ma anche adottare un intelligente approccio gradualista. I cambiamenti vanno accompagnati, pena il rigetto. Se sono troppi, chi deve sopportarli proverà a opporsi trovando rappresentanza nelle destre, le quali promettono protezione dalle fatiche della novità. Bisogna accompagnare le persone, le famiglie e le comunità nell’inevitabile percorso a tappe.

martedì 23 settembre 2025

GUERRA ESISTENZIALE. LE PAROLE DELLA NEOPOLITICA. CORTELAZZO M., TRECCANI 100, 24.06.2025

L’europarlamentare della Lega Roberto Vannacci ha dichiarato a Bruno Vespa, nel libro Hitler e Mussolini. L’idillio fatale che sconvolse il mondo (e il ruolo centrale dell’Italia nella nuova Europa) (Milano, Mondadori-Rai Libri, 2024), che «l’espansione a est della Nato ha tolto progressivamente spazio vitale alla Russia, costringendola a una guerra esistenziale»Così hanno riferito numerosi giornali nell’ottobre 2024.

Oltre confine

Confesso che non avevo posto attenzione a questa dichiarazione, che contiene una delle pochissime attestazioni di guerra esistenziale in bocca a un politico italiano. Ci sono davvero pochissime attestazioni di questa espressione in Italia. Riesco a citare solo un post, del 13 giugno 2025, nei social (Facebook e Instagram) di Elisabetta Piccolotti, di Sinistra italiana, nel quale la parlamentare cita l’espressione in una lunga lista di guerre e violenze in corso nel mondo, ma con una evidente presa di distanza, rappresentata dalle virgolette tra le quali è incluso l’aggettivo: «l’invasione dell’Ucraina e la guerra ‘esistenziale’ che ha già fatto un milione di morti».

Guerra esistenziale corrisponde all’inglese existential war, presente anche nei titoli di alcuni libri di politologi o giornalisti, che si occupano della guerra in Ucraina e delle guerre in Medio Oriente, e delle loro prospettive: Ukraine’s existential war dimensions of a global conflict, di Philipp H. Fluri e Lada Lesya Roslycky, del 2023; Existential war. From disaster to victory to resurrection, di Ari Shavit del 2024 (se ho ben capito, scritto in ebraico); Existential war. The nature of Russia’s war on Ukraine & Ukraine’s victory strategy, di Volodymyr Ivanenko, del 2025. L’espressione indica un conflitto percepito come una lotta per l’esistenza di una nazione o di un popolo, che vedono in pericolo la propria identità e la propria cultura, se non addirittura la propria sopravvivenza fisica.


O. DIX, DER KRIEG WAR, 1929-1932


Pause

GUERRA IN ISRAELE E MINACCIA ESISTENZIALE. Scalfarotto: «Dagli ayatollah una minaccia esistenziale ma Meloni è assente e Tajani imbarazzante», ITALIA VIVA, 17.06.2025

 Intervista a Ivan Scalfarotto per «Il Dubbio» del 17-06-2025

di Giacomo Puletti

«L'EQUIPARAZIONE CHE ALCUNI A SINISTRA FANNO TRA ISRAELE E RUSSIA NON HA SENSO, PERCHÉ L'UCRAINA ERA UN PAESE PACIFICO CHE DI CERTO NON VOLEVA DISTRUGGERE LA RUSSIA CON L'ATOMICA»

Senatore Scalfarotto, come commenta quanto sta avvenendo tra Israele e Iran?

È evidente che quando si arriva a una guerra aperta c'è grande preoccupazione perché l'escalation militare è sempre foriera di lutti e danni materiali ingentissimi per le popolazioni e i paesi colpiti. Dopodiché penso sia importante fare una distinzione tra Israele e Iran. Non ci dobbiamo dimenticare mai che ci troviamo di fronte a un Paese governato da una dittatura odiosa e violenta, che ha represso la sua popolazione privandola di tutte le libertà democratiche e che ha armato il terrorismo in questi anni.