mercoledì 24 gennaio 2024

CANZONI POLITICHE. APICELLA L., Maledetti italiani, il nuovo singolo di Colapesce: “Il passato? Un salvacondotto”, IL FATTO, 30.12.2014

 Non ci è dato sapere se Matteo Salvini abbia già commentato il video e il nuovo singolo di Colapesce, Maledetti italiani, ma di certo una sua esternazione in merito sarebbe oltremodo gustosa. Protagonista un bambino deliziosamente grassoccio, uno dei tanti italiani di seconda generazione, che metodico e pacato imbraccia motoseghe, lame, asce, archi e frecce e altri fantasiosi strumenti di tortura per sbrindellare le immagini di italiani illustri e molto meno illustri. D’Annunzio e Barbara D’UrsoMatteo Renzi, Flavio Briatore e Luigi TencoAsia Argento e Giulio Cesare, Michelangelo e Paolo Brosio. Il meglio e il peggio, l’alfa e l’omega, nel bene o nel male essenza di un’italianità da azzerare per sperare, forse, un nuovo inizio. Il siciliano Colapesce, al secolo Lorenzo Urciullo, torna a due anni di distanza dall’album Un meraviglioso declino, vincitore nel 2012 del Premio Tenco, con un brano provocatorio e irriverente, che anticipa il nuovo album (il titolo è top secret) in uscita nel 2015. Un album, ci racconta, per il quale si è messo in gioco come mai aveva fatto in passato. Due anni di lavoro, quaranta brani composti sottoposti poi ad un accurato lavoro di scrematura, selezione e sottrazione.



LA GUERRA E LA PACE. GRAZIANO M., da DOMANI, 23.01.2024

 

LA GUERRA E LA PACE. GRAZIANO M., La guerra è un ingrediente dell’ordine e nella storia la pace è un’eccezione, DOMANI, 23.01.2024

Manlio Graziano vive a Parigi, dove insegna Geopolitica e Geopolitica delle religioni alla Paris School of International Affairs di SciencesPo e alla Sorbona. Dirige il Nicholas Spykman International Center for Geopolitical Analysis, scrive su «Limes», «Gnosis» e il «Corriere della Sera» e collabora regolarmente con «International Affairs Forum». È autore di numerosi saggi e monografie, tradotti in varie lingue, tra cui: Italia senza nazione? (2007), Guerra santa e santa alleanza (2015), L’isola al centro del mondo (2018), Geopolitica (2019), Geopolitica della paura (2021).


martedì 23 gennaio 2024

SCUOLA E INCLUSIONE. RISPOSTA A GALLI DELLA LOGGIA. BOCCI F., Galli della Loggia chiarisce il suo pensiero sull’inclusività a scuola. Ed è peggio di prima, DOMANI, 22.01.2024

i è soliti dire – quando qualcunǝ risponde a una critica susseguente a un suo scritto contenente qualche “scivolone” di troppo – che la “toppa è peggio del buco”. Un esempio è quello che ha coinvolto Concita De Gregorio, la quale in un articolo apparso su Invece Concita (la Repubblica) del 04 agosto 2023 dal titolo Il valore di un selfie, ha utilizzato termini fuori luogo e offensivi per le persone con disabilità, pubblicando poi, a seguito delle tante polemiche che l’avevano investita, una replica (la toppa) che, nella percezione dei più, è apparsa peggiore del buco.

SOLDI AI PARTITI ATTRAVERSO IL 2X1000. IANNACCONE, Soldi ai partiti, Meloni vola con il 2 per mille e Salvini arranca. Renzi amato dai ricchi, DOMANI, 22.01.2024

 Lo strapotere a destra di Fratelli d’Italia è anche economico. Giorgia Meloni celebra un nuovo boom per il suo partito, a differenza della Lega che continua a perdere il sostegno degli elettori. E quindi vede calare le risorse. Italia viva, invece, si aggiudica la partita tra i moderati al centro, diventato di fatto il “partito dei ricchi”, mentre il Partito democratico di Elly Schlein cresce, nonostante l’arrivo sul “mercato” di un competitor come il Movimento 5 stelle.

I dati del 2 per mille ai partiti, l’ultima forma di finanziamento pubblico attraverso la dichiarazione dei redditi del 2023, sono una cartina di tornasole preziosa per capire il livello di gradimento dei partiti. Attraverso un elemento concreto: gli introiti finanziari.

IL RISCHIO DI UNA GUERRA MONDIALE. NORVEGIA. JACOBONI J., La Russia in guerra con l’Europa nel giro anche di tre anni, il capo della Difesa norvegese ammette: “Il tempo a nostra disposizione sta per scadere. Non sappiamo cosa succederà con Mosca tra tre anni”, LA STAMPA, 22.01.2024

 Eirik Kristoffersen illustra a “Dageblat” i tempi su cui lavorano le forze armate di Oslo. Una sequenza di scenari concordanti, dopo il documento leakato delle forze armate tedesche, il report dell’intelligence estone, gli avvisi dei ministri tedesco e britannico. Mentre l’Italia resta spensierata

Non abbiamo molto tempo. C’è una finestra ora che potrebbe durare uno, due, forse tre anni, per investire ancora di più in una difesa sicura. Non sappiamo cosa accadrà con la Russia tra tre anni».



DEMOCRAZIA IN CRISI. BERRUTI G.M. Perché la destra cresce e la democrazia sta cambiando, LA STAMPA, 23.01.2024

 La democrazia sta cambiando. La sua declinazione è nata dall’idea fondamentale di determinare in anticipo e dunque in modo noto e pacifico, la forma e le modalità del governo. E’ diventata il modo di organizzare l’esercizio del potere, condiviso e diffuso. La volontà del popolo elettore legittima quella degli eletti. Questa, quindi, nelle forme della legge, cioè della regola coattiva, ancora una volta legittima il governo.

lunedì 22 gennaio 2024

FILOSOFIA POLITICA. IL BERLUSCONISMO. FABIANI M., IL BERLUSCONISMO PER UN’ANALISI PEDAGOGICA E DI FILOSOFIA DEL LINGUAGGIO, ANARCHAOS.ORG, 29.01.2010

 Che cos’è il berlusconismo? Bella domanda. E’ un regime? E se si, che tipo di regime? E’ una dittatura? E se si, che tipo di dittatura? Ad esempio durante il fascismo se avessi scritto questo articolo sarei stato come minimo mandato al confino, fino al rischio di perdere la vita, mentre ora lo posso pubblicare. Questo significa che il berlusconismo non è una dittatura? Eppure io in carcere ci sono finito per le mie idee e i miei articoli, magari non 20 anni ma solo uno, ma comunque ci sono finito. Eppure in carcere ogni anno muoiono centinaia di persone impiccate, massacrate, suicidate…magari non 6 milioni (come le vittime dell’olocausto), ma comunque ci sono. Se poi vogliamo complicare il quadro possiamo dire che, ad essere precisi, quando sono stato arrestato il simbolo del regime (cioè Berlusconi) era formalmente all’opposizione. In quegli anni in cui il regime berlusconiano continuava ad esistere (ovvero continuava la sua opera di potere e la sua azione pedagogica e di filosofia del linguaggio), ma il suo simbolo non era al governo, continuavano a crepare nei cantieri gli operai, continuavano ad essere arrestati gli oppositori, continuavano ad essere perseguitati gli stranieri, ecc.



FILOSOFIA POLITICA. UNA PROPOSTA POLITICA PER L'EUROPA. AGAMBEN G., L’Impero europeo, QUODLIBET, 7.02.2023

 Milosz ha osservato una volta che la condizione degli scrittori dell’«altra Europa» (così chiama la Mitteleuropa) era «appena immaginabile» per i cittadini degli stati dell’Europa occidentale. Parte di questa eterogeneità veniva dalla mancanza di stati nazionali e dalla presenza in loro luogo, per secoli fino alla fine della Prima guerra mondiale, dell’Impero asburgico. Per noi che siamo nati in uno stato nazionale e non distinguiamo l’essere italiano dall’essere cittadino italiano, non è facile immaginare una situazione in cui essere italiano, ungherese, ceco o ruteno non significava un’identità statuale. Il rapporto col luogo e con la lingua dei cittadini per i cittadini dell’impero era certamente diverso e più intenso, libero com’era da ogni implicazione giuridica e da ogni connotazione nazionale. L’esistenza di una realtà come l’impero asburgico era possibile solo su questa base.

FILOSOFIA POLITICA. I SOCIALISMI IMPERFETTI. CINA. FORMENTI C., L’enigma del "miracolo" cinese e la necessità di ridefinire il concetto di socialismo, PER UN SOCIALISMO DEL SECOLO XXI, 2.11.2023

 1. L’intuizione di Arrighi.

Nel secondo volume di Guerra e rivoluzione (1) intitolato “Elogio dei socialismi imperfetti”, mi occupo ampiamente del caso Cina (Cap. I) e delle rivoluzioni bolivariane in America Latina (Cap. III). Qui torno esclusivamente sulla questione cinese, perché un'analisi comparativa con altre esperienze, passate e attuali, richiederebbe molto più spazio. Dal titolo appena citato è evidente quale sia il mio giudizio nei confronti delle esperienze trattate in quelle pagine: contrariamente alla maggioranza degli intellettuali marxisti occidentali, per tacere degli autori genericamente “di sinistra”, i quali blaterano di capitalismo di stato o, nella migliore delle ipotesi, di tentativi più o meno riusciti di emancipazione dal dominio neocoloniale, ritengo che si tratti di rivoluzioni antimperialiste che hanno imboccato la strada della transizione al socialismo.

FILOSOFIA POLITICA. FORMENTI C. La cassetta degli attrezzi Postille a "Guerra e rivoluzione", PER UN SOCIALISMO DEL SECOLO XXI, 21.01.2024

 Premessa

In "Guerra e Rivoluzione" (2 voll. Meltemi, Milano 2023) ho affrontato alcuni temi "scabrosi" sui quali il marxismo occidentale non può esimersi di riflettere, se vuole uscire dalle secche in cui lo hanno impantanato decenni di opportunismo, settarismo e dogmatismo. Personalmente ritengo che l'opportunismo (vedi le ricorrenti tentazioni elettoralistiche e la conseguente disponibilità al compromesso con le borghesie liberali), benché pernicioso, abbia causato meno danni del settarismo e del dogmatismo, cioè della riproposizione rituale e ottusa di dogmi che un secolo di storia ha impietosamente falsificato. E' questo crampo ideale che ha impedito alle formazioni neo comuniste di radicarsi nel sociale e raccogliere consensi (mi riferisco all'arruolamento di nuove leve di militanti, non a qualche manciata di voti) fra i lavoratori e le giovani generazioni. In questo articolo propongo alcuni approfondimenti relativi ai temi affrontati nel libro uscito qualche mese fa. Non toccherò - se non marginalmente - le questioni relative alle trasformazioni strutturali del tardo capitalismo e alle nuove forme di socialismo emerse in Cina e America Latina, perché si tratta di problemi sui quali sono già tornato su queste pagine. Mi concentrerò invece: 1) sulla critica degli "ismi" (economicismo, progressismo, eurocentrismo, universalismo, ecc.) che hanno sterilizzato il marxismo occidentale; 2) sulla questione della forma partito.

sabato 20 gennaio 2024

FILOSOFIA POLITICA. FORMENTI C., Antonio Negri, un uomo che voleva assaltare il cielo alzandosi sulle punte dei piedi, PER UN SOCIALISMO DEL SECOLO XXI, 4.01.2024

 Nel momento in cui l'intero patrimonio di idee, teorie, tradizioni e pratiche politiche del marxismo sembra evaporare nei Paesi Occidentali, mentre rinasce in forme inedite in Asia e America Latina, due eventi distanziati di pochi mesi l'uno dall'altro accentuano la sensazione di vivere la fine di un ciclo storico: mi riferisco alle morti dei due "grandi vecchi" dell'operaismo italiano, il novantaduenne Mario Tronti, deceduto lo scorso agosto, e il novantenne Toni Negri, spentosi poche settimane fa. Commentando la prima su queste pagine (https://socialismodelsecoloxxi.blogspot.com/2023/08/che-cosa-ho-imparato-da-mario-tronti.html) titolavo "Che cosa ho imparato da Mario Tronti", per commentare la seconda ho scelto, per ragioni che chiarirò più avanti, di titolare "Un uomo che voleva assaltare il cielo alzandosi sulla punta dei piedi". Qui non troverete parola in merito al disgustoso luogo comune su Negri "cattivo maestro", che i media di regime hanno prevedibilmente rilanciato, perché le critiche che potrei fare alle sue scelte degli anni Settanta sono marginali rispetto a quelle che intendo rivolgergli qui, riferite piuttosto al suo ruolo - per citare un azzeccato titolo del "Manifesto" - di "attivo maestro". Non troverete nemmeno i ricordi di un rapporto di amicizia ormai lontano nel tempo (negli ultimi decenni ci siamo incontrati in rarissime occasioni). Non troverete nemmeno valutazioni relative alla sua opera strettamente filosofica, compito che delego agli accademici. Qui discuterò solo del Negri teorico del conflitto sociopolitico e dell'influenza che ha esercitato sulle sinistre radicali post comuniste.

FILOSOFIA POLITICA. IL MARXISMO NELLA CINA CONTEMPORANEA. BURGIO, LEONI, SIDOLI, Il pensiero di Xi Jinping come marxismo del Ventunesimo secolo, mondo rosso, 12.02.2023

 V. I. Lenin: “l’esito della lotta” (tra comunismo e imperialismo) “dipende in ultima analisi dal fatto che la Russia, l’India, la Cina costituiscono l’enorme maggioranza della popolazione” (mondiale).[1]

He Yiting: “finché il socialismo cinese non cadrà, il socialismo del mondo starà sempre in piedi. Oggi, il grande successo ottenuto dal socialismo con caratteristiche cinesi ha permesso di scrivere il capitolo più splendido dei 500 anni di socialismo mondiale”.[2]

 

NUOVO GOVERNO M. IL RIEQUILIBRIO LIBERAL-CONSERVATORE DELLE ISTITUZIONI ITALIANE. DA OTTO E MEZZO, 19.01.24

 




giovedì 18 gennaio 2024

POLITICHE SCOLASTICHE E INCLUSIONE. CORLAZZOLI A., Da Galli della Loggia solo banalità: l’inclusione a scuola va trattata nella sua complessità, IL FATTO, 15.01.24

 Uno dei peggiori difetti di chi parla di scuola è la semplificazione e la superficialità mentre uno dei peggiori vizi di chi vive nel mondo della scuola è la mancanza di parresia, la franchezza, il diritto-dovere di dire la verità. È di queste tre malattie che sono rimaste prigioniere le parole di Ernesto Galli della Loggia che in una recensione apparsa sul Corriere della Sera commentando il libro Una scuola esigente di Giorgio Ragazzini, ha scritto: “Nelle aule italiane, caso unico al mondo, convivono regolarmente accanto a ragazzi cosiddetti normali, ragazzi disabili con il loro insegnante di sostegno (perlopiù a digiuno di ogni nozione circa la loro disabilità), poi ragazzi con i Bes (Bisogni educativi speciali: dislessici, disgrafici, oggi cresciuti a vista d’occhio anche per insistenza delle famiglie) e dunque probabili titolari di un Pdp (Piano didattico personalizzato) e, infine, sempre più numerosi, ragazzi stranieri incapaci di spiaccicare una parola di italiano. Il risultato lo conosciamo”.



Galli della Loggia che, con ogni probabilità, non entra in una classe della scuola dell’infanzia o primaria o alle secondarie di primo grado da anni, nei panni di docente, e che non so quante volte abbia vissuto, visto, osservato con i proprio occhi ciò che accade in un’aula dove è presente un ragazzo disabile e un insegnante di sostegno, ha azzardato dei giudizi, nemmeno supportati da dati. Giudizi – a mio avviso – fin troppo ovvi da cadere nella banalità quando, invece, il tema inclusione va considerato nella sua complessità.
E’ come se un maestro di scuola primaria si mettesse a fare analisi storiche al posto di uno storico.




lunedì 1 gennaio 2024

SULLA STORIA RECENTE DELLA SCUOLA ITALIANA. GALFRE' M., Una, nessuna e centomila. La crisi della scuola italiana viene dall’autonomia scolastica, DOMANI, 28.12.2023

 A Firenze, nel cuore di un quartiere signorile, c’è una scuola secondaria di primo grado considerata, come si dice oggi, un’eccellenza, dove per chi ha problemi di rendimento o di disciplina la vita è assai difficile. Poco importa che le aule siano colme di un dolore senza voce. Le migliori famiglie cittadine fanno a gara a mandarvi i propri figli.



POLITICA E FELICITA'. BARTOLINI S., La sinistra riparta dalla felicità: manifesto per un futuro più umano, DOMANI, 31.12.2023

 a felicità è un tema politico? Abbracciare questo tema può consentire alla sinistra di allargare il suo declinante consenso? Sono le questioni che Gabriele Segre ha posto in un recente articolo su questo giornale che parte dal profondo malessere dei nostri cittadini descritto dal recente rapporto Censis. I risultati degli studi sulla felicità indicano una risposta positiva a entrambe le domande.



Viviamo in una società che è stata progettata per renderci stressati e infelici. Ma questo non è un dogma, la politica ha il potere di cambiare le cose. E chi mai dovrebbe farlo se non la sinistra? Ecco come