giovedì 29 dicembre 2016

DEMOCRAZIA IN CRISI. G. TURANO, La pancia e il cervello della democrazia, L'ESPRESSO, dicembre 2016

Sulla democrazia abbondano editoriali e com­menti. La cronaca scarseggia. Alla fine, è solo questo che impedisce alle élite intellettuali di deci­ frare la cosiddetta "pancia del paese", orrenda espressione classista che divide l'organismo collet­tivo fra chi pensa e chi produce scarti.


DEMOCRAZIA IN CRISI. W. GLODKORN, Da Bauman a Diamanti, viaggio al termine della democrazia, L'ESPRESSO, 29 dicembre 2016

Come il romanzo e la borghesia, i due migliori prodotti della modernità occidentale, anche la democrazia da quando esiste è in crisi: si interroga sempre e in continuazione su se stessa mentre lotta per la propria (non garantita) esistenza. Questa volta però, nel quarto lustro del Ventunesimo secolo, forse non siamo più a una qualche correzione di rotta e aggiustamento delle procedure. Molti studiosi concordano ormai sull’ipotesi che siamo nel “dopo la democrazia”.

mercoledì 28 dicembre 2016

DOPO IL 4 DICEMBRE RENZI IN VACANZA FRA I DISEREDATI DELL'ALTO ADIGE. LA REPUBBLICA, 28 dicembre 2016

Matteo Renzi sugli sci in Alto Adige. L'ex premier è ritratto in una foto con Anna ed Elena Lageder, della omonima cantina, che hanno postato su Instagram l'immagine. 



La foto è stata subito ripresa dal Tageszeitung Online che ha commentato: "L'ex primo ministro italiano si sta godendo qualche giorno di sole sulle piste di sci dell'Alto Adige. I politici hanno bisogno di vacanze, soprattutto dopo settimane intense come quelle che ha trascorso Matteo Renzi".






martedì 27 dicembre 2016

GOVERNO GENTILONI E MINISTRI CONTEMPORANEI. POLETTI. A. CASAMASSIMA ANNOVI, Rivalutare lombroso, LA STAMPA, 21 dicembre 2016

Dopo aver sentito il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Giuliano Poletti, rivolgere insulti sanguinolenti ai giovani che vanno all’estero a cercare un lavoro, mi viene voglia di rivalutare le tesi sciagurate di Lombroso.  

LETTERINA ALLA BEFANA. EMERGENZA SCUOLA E BANALITA'. G. PRONTERA, Si riparta dalla scuola, LA STAMPA, 27 dicembre 2016

Dopo aver letto il desolante, ma purtroppo realistico, quadro del nostro Paese, tracciato da Pietro Paganini su «La Stampa» del 24 dicembre, mi sono chiesta ancora una volta: da dove cominciare per migliorare la situazione? 

sabato 24 dicembre 2016

POLITICHE DELL'EDUCAZIONE. LA SCUOLA REALE DOPO LA RIFORMA RENZIANA. E. REBUFFAT, Insciallà o della buona scuola, IL MANIFESTO, 21 dicembre 2016

Il mio amico Ahmed, che viene dal Ghana, me lo dice spesso. Io gli auguro di trovare un lavoro e di sistemarsi in Italia, e lui risponde: insciallà. Io gli dico: ci vediamo qui tra cinque minuti, e lui risponde: insciallà. Se dio vuole, insciallà.

domenica 18 dicembre 2016

GENOCIDI CONTEMPORANEI. REDAZIONE, La giornalista israeliana e il j’accuse sulla Siria: «Ad Aleppo è in corso un Olocausto», CORRIERE DELLA SERA, 18 dicembre 2016

Il duro j’accuse di Lucy Aharish, una giornalista arabo-israeliana sulla tivù di Stato di Tel Aviv: «Ci asciughiamo una lacrima quando vediamo un padre con in braccio il corpo della figlioletta morta, poi taciamo. Questa è ipocrisia» | Corriere TV

mercoledì 23 novembre 2016

UNA RICERCA SUI GIOVANI ITALIANI. A. DE GREGORIO, Pessimisti e scoraggiati: l’Italia non è un paese per i giovani, CORRIERE DELLA SERA, 23 novembre 2016

 giovani italiani? Sono «infelici». Lo diceva già Pasolini negli anni Sessanta, ma siamo ancora lì. I giovani, non i loro genitori: che invece, secondo l’Istat, per la prima volta da cinque anni sono soddisfatti delle proprie condizioni di vita. Posizione economica, relazioni, salute, tempo libero: ne avevano una percezione positiva 35 persone su cento nel 2015; 41 su cento oggi. I ragazzi, invece, secondo un’indagine di Swg e Skuola.net che ha coinvolto 1.755 utenti dai 15 ai 25 anni, sono preoccupati per la loro condizione, poco ottimisti per il futuro. E, in politica, hanno priorità molto diverse da quelle di chi li rappresenta. Un rapporto sempre più conflittuale, quello tra i giovani e la politica: la sfiducia in ciò che li aspetta domani si alimenta della sensazione che nessuno abbia a cuore i loro problemi.

domenica 20 novembre 2016

GLI INSEGNANTI ITALIANI E IL REFERENDUM. UNA LETTERA A LA STAMPA. C. PASQUALINI, Il patto fra prof e stato, LA STAMPA, 20 novembre 2016

Caro Direttore, mi piacerebbe sapere come mai l’attuale presidente del Consiglio e il suo governo si aspettano che tutta la categoria degli insegnanti, a cui appartengo, si esprima fiduciosa in occasione del voto sulla riforma della nostra Costituzione. 

giovedì 17 novembre 2016

DOPO LE ELEZIONI USA. DAI DIRITTI AI DOVERI. F. M. PALMIERI, Basta con i diritti. E' tempo di doveri, L'ESPRESSO, 16 novembre 2016

L'elezione di Trump ha gettato un sasso nello stagno ed ora tutti ad interrogarsi: dove abbiamo sbagliato? Perchè è successo?
Le risposte possono essere infinite come infinite le ricette per scovare gli errori e trovare i rimedi, ne stiamo sentendo e ne sentiremo di tutti i colori per un bel pezzo.
Tra tante voci, per quello che vale, se ne potrebbe aggiungere un'altra. Perchè non cambiare? Perchè non iniziare a parlare di doveri invece che di diritti?

domenica 13 novembre 2016

SOCIOLOGIA DELLA POLITICA. ELEZIONI USA. G. BATTISTON, Bauman: 'L'imbroglione Trump è un veleno, venduto come antidoto ai mali di oggi'Intervista con Z. Bauman, L'ESPRESSO, 11 novembre 2016

Per Zygmunt Bauman, decano dei sociologi europei, tra i più autorevoli pensatori contemporanei, la vittoria elettorale di Donald Trump è un sintomo allarmante: riflette il divorzio ormai avvenuto tra potere e politica, da cui deriva un vuoto, un divario colmato da chi promette soluzioni facili e immediate a problemi complessi e sistemici, attingendo al ricco serbatoio della retorica populista.

mercoledì 9 novembre 2016

ELEZIONI USA. TRUMP PRESIDENTE. F. PETRONI, Dove si vincono le elezioni presidenziali degli Stati Uniti. La carta inedita della settimana., LIMES, 4 novembre 2016

La sfida fra i due principali candidati, la democratica Hillary Clinton e il repubblicano Donald Trump, pur avendo estensione nazionale verrà decisa in una dozzina di Stati. Questi, per via del sistema elettorale statunitense (che non prevede l’elezione diretta del capo di Stato da parte del popolo ma la mediazione di 538 grandi elettori), risulteranno decisivi.

http://www.limesonline.com/wp-content/uploads/2016/11/clinton_trump_stati_decisivi_1000.jpg

GIUSTIZIA ALL'ITALIANA. IL DDL DEL CENTRO-DESTRA SULLA CORRUZIONE. REDAZIONE, No al carcere per i colletti bianchi. E il ddl ricompatta il Centrodestra, LA REPUBBLICA, 9 novembre 2016

L'intero centrodestra, anche la parte confluita nella maggioranza, si ricompatta su un ddl che esclude il carcere per "colletti bianchi" e corrotti. Il ddl, presentato oggi al Senato dal verdiniano Ciro Falanga e firmato da altri 27 senatori di Forza Italia, Conservatori e Riformisti, Area Popolare-Nuovo Centrodestra e, appunto, Alleanza Liberalpopolare-Autonomie, riscrive l'ultima parte della norma sulla custodia cautelare escludendo il carcere, ad esempio, per il finanziamento illecito dei partiti e per quei reati anche gravi per i quali non vi sia stato uso di armi o violenza. Si eviterebbe così il carcere agli autori di reati come autoriciclaggio, truffe aggravate, corruzione e reati economici. Qualora il ddl Falanga dovesse diventare legge, i cosiddetti "colletti bianchi" finiranno al massimo finire agli arresti domiciliari. Il carcere per loro potrebbe scattare solo in un caso: se fossero trasgredite "le prescrizioni imposte", ad esempio evadendo dagli arresti domiciliari. Ma non si rischierà più la detenzione solo per il fatto di aver commesso un reato per il quale è prevista una pena superiore ai 5 anni, così come dice la legge attuale.

mercoledì 2 novembre 2016

POLITICA E SOCIETA' ITALIANA. F. DE BORTOLI, Il regno dell’omertà e del privilegio Perché in Italia vincono i mediocri, CORRIERE DELLA SERA, 1 novembre 2016

La Repubblica dei Brocchi di Sergio Rizzo (Feltrinelli) è un tagliente atto d’accusa nei confronti della classe dirigente italiana. Spietato. Non risparmia nessuno. Nemmeno i giornalisti. Nel leggerlo mi è venuto in mente, non solo per assonanza, un pamphlet pubblicato nella Francia d’inizio secolo scorso. La République des Camarades, ovvero dei compari, di Robert de Jouvenel, riproposto in Italia, qualche anno fa, a cura di Emanuele Bruzzone. 

lunedì 31 ottobre 2016

HOME SCHOOLING ANCHE IN ITALIA. E. COEN, "Con la formazione fai-da-te i genitori allevano i piccoli Trump del futuro". Intervista con C. Saraceno, sociologa, L'ESPRESSO, 28 ottobre 2016

C'è un pezzo di Italia che dice no alla scuola pubblica e guarda con diffidenza anche alla scuola privata: ultracattolici "no gender", una parte del popolo del Family Day, libertari, montessoriani, seguaci di Steiner. Mille famiglie, secondo le statistiche ufficiali: poche finora, ma in continuo aumento. Padri e madri convinti di poter fare da sé, educano i figli in casa o li affidano a scuole organizzate da gruppi di genitori, che le finanziano direttamente con le proprie rette. Alla base c’è la concezione della famiglia come entità autonoma, autosufficiente. Una concezione che attira consensi ma anche forti dubbi e dure critiche.

venerdì 28 ottobre 2016

CORRUZIONE E OPERE PUBBLICHE IN ITALIA. L. RINALDI, Mazzette, corruzione e Grandi Opere: un "amalgama" tutto italiano, LINKIESTA, 27 ottobre 2016

Ricorrono imprese, colossi delle costruzioni, nomi e cognomi. E non potrebbe essere altrimenti all’interno di indagini che riguardano le grandi opere. Sempre le solite. Nonostante la recente archiviazione delle accuse all’ex superconsulente del ministero delle Infrastrutture Ercole Incalza richiesta dalla procura di Firenze. Quell’indagine tuttavia è rimasta in piedi sul versante delle tangenti per la realizzazione delle Grandi opere pubbliche come il nodo Tav di Firenze, sul valico dei Giovi della Genova Milano fino all’autostrada in Libia Eas Eidyer-Emssad, alla Salerno-Reggio Calabria e al porto di Olbia.

giovedì 27 ottobre 2016

BREXIT E FINE DELLA LINGUA INGLESE COME LINGUA UE. E. FRANCESCHINI, Brexit, un taglio alla lingua: "Con il Regno Unito fuori, l’Unione europea non parlerà più inglese", LA REPUBBLICA, 27 ottobre 2016

Gran Bretagna uscirà dall'Unione Europea, l'inglese potrebbe scomparire come lingua della Ue. L'avvertimento non è uno scherzo: viene da Danuta Hubner, presidente della commissione Affari costituzionali del Parlamento europeo, di cui è deputata in rappresentanza della Polonia. È vero che i popoli dell'Unione, nei corridoi di Bruxelles e di Strasburgo così come in qualunque altro luogo si incontrino, per comprendersi continueranno probabilmente a comunicare nel linguaggio di Shakespeare - o per meglio dire in "broken English", l'inglese sgrammaticato di chi lo mastica come seconda lingua, come ironizzò una volta il principe Carlo d'Inghilterra: l'idioma globale, dal web alla scienza, dalla finanza al turismo, è quello. Ma l'Unione Europea ha attualmente 24 lingue, afferma la presidente Hubner, tra cui l'inglese perché la Gran Bretagna lo identifica come propria lingua ufficiale: per cui, nel momento in cui la Gran Bretagna esce dalla Ue, è inevitabile che esca almeno ufficialmente anche l'inglese.

SCUOLA ITALIANA E FINE DELL'ORA DI RELIGIONE. D. MANCINO, Scuola, l'ora di religione non interessa più, L'ESPRESSO, 27 ottobre 2016

A volte, quando cambia qualcosa d'importante, succede nel modo più spettacolare e improvviso: rivoluzioni, persone in piazza, grandi manifestazioni. Altre invece può passarci sotto il naso senza che neppure ce ne accorgiamo, e poi un giorno ci svegliamo chiedendoci: "Ma quand'è che sarebbe successo, esattamente?". Fra queste ultime, un piccolo ma significativo segnale di dove sta andando la società italiana – la lenta ma progressiva scomparsa dell’ora di religione a scuola.


MODESTA PROPOSTA SPERIMENTALE PER TENTARE DI RISOLVERE IL PROBLEMA DELLA MESSA IN SICUREZZA DELLE AREE A RISCHIO SISMICO.

C'è un governo disposto ad avviare una sperimentazione seria per trovare una soluzione alla annosa questione del terremoto e del rischio sismico?
La proposta è semplice:
si tratta di affidare il progetto di consolidamento/ricostruzione/messa in sicurezza a quei Paesi che risultano essere fra i meno corrotti al mondo, per esempio Danimarca e Finlandia; dal punto di vista tecnico, si tratta di affidarsi, invece, ai giapponesi, i soli, mi risulta, che abbiano risolto in modo significativo il problema a casa loro.
I criteri per questa scelta? Ma il merito, diamine! Non è questo governo l'alfiere della meritocrazia? Si dia da fare, allora, cioè lasci fare le cose a chi le sa fare.
E agli italiani, cosa resterebbe? Niente: guardare e imparare (ammesso che lo sappiano fare)

giovedì 20 ottobre 2016

DEMOCRAZIA E ARISTOCRAZIA. M. CACCIARI, Ma la vera democrazia è aristocratica, L'ESPRESSO, 1 luglio 2016

Stiamo vivendo un mutamento di stato nella formazione delle élite politiche paragonabile soltanto a quello che travolse le loro forme notabilari-liberali all’inizio del XX secolo e che segnò il tracollo della centralità europea attraverso la tragedia di due guerre mondiali. Quella crisi si superò nel secondo dopoguerra, all’ombra dei Titani vincitori e della loro contesa, con l’affermazione di classi politiche certo in competizione tra loro, ma sulla base di una concezione sostanzialmente affine della democrazia. Esse erano consapevoli che per ottenere consenso (poiché ormai l’uso della forza doveva essere considerato assolutamente eccezionale) era necessario sapersidistinguere . La democrazia rappresentativa appare ragionevole e funziona se i rappresentanti non si limitano ad ottenere con ogni mezzo voti, ma sono anche in grado di rendere plausibile l’idea che questi voti premino i migliori . La democrazia implica fisiologicamente in sé valori aristocratici. E le classi politiche europee, selezionate all’interno dei grandi partiti di massa, dagli anni della ricostruzione fino alla fine dei ’70, sembravano capaci di esprimerli. Esse sapevano anche che il “valore” fondamentale premiato dal voto dell’ homo democraticus consiste nella capacità di soddisfarne la domanda di benessere economico crescente, di mobilità sociale, di eudaimonia .

NOTE SULL'ITALIA E L'ITALIANITA'. M. CACCIARI, Ma il nostro destino è essere umili, L'ESPRESSO, 14 agosto 2016

Non si agita soltanto sulle vette della nostra storia letteraria, ma vive anche sulle piane del nostro senso comune, un invincibile sentimento di amo et odi per il Paese «là dove il sì suona». È bella l’Italia («Suso in Italia bella giace un laco…»), eppure “prava” («In quella parte della terra prava/italica…»); è il «giardin de lo imperio», eppure straziata da discordie di ogni tipo, «nave senza nocchiere», tutta che piange, come la sua Roma “vedova e sola”.

domenica 16 ottobre 2016

RIFORME COSTITUZIONALI ED IDEE POLITICHE. C. FRECCERO, La post democrazia di diritto, IL MANIFESTO, 2 ottobre 2016

Sino ad oggi il dibattito sul referendum si è mosso tra questi due poli: le precisazioni dei costituzionalisti contrapposte e l’odio per la casta e la politica della gente.

venerdì 14 ottobre 2016

CRISI RUSSIA-NATO. VENTI DI GUERRA. M. GAGGI, Dal Plutonio alla Siria: i fronti Mosca-Washington, CORRIERE DELLA SERA, 14 ottobre 2016

Sembra passato un secolo, eppure è storia di soli sei anni fa, del 2010: in aprile a Praga la firma del nuovo trattato START per la riduzione delle armi nucleari. Incontri calorosi, attestati di fiducia reciproca tra Barack Obama e l’allora presidente russo Dmitri Medvedev. Nonostante crisi come quella del conflitto russo-georgiano del 2008, il «reset» delle relazioni Washington-Mosca va avanti in un clima idilliaco: intesa politica tra i due Paesi e una evidente simpatia reciproca tra i due leader. Cambierà tutto, poco dopo, nel marzo 2012, col ritorno di Vladimir Putin al Cremlino. Nostalgico del perduto potere imperiale dell’Urss, convinto che l’allargamento di Nato e Ue nell’Est europeo rientrassero in un disegno di assedio alla Russia, furioso perché gli Usa avevano tifato per Medvedev prima che questi decidesse di tornare nella scia del leader più potente, Putin si è subito messo in rotta di collisione con l’Occidente.

domenica 9 ottobre 2016

POLITICA DELLA SCUOLA. UN SISTEMA SOCIALISTA E FEMMINILIZZATO. D. TAINO, Gli strani record di una scuola invecchiata, CORRIERE DELLA SERA, 8 ottobre 2016

Si sa che in Italia l’età media delle e degli insegnanti della scuola media primaria e secondaria è alta. E che in maggioranza si tratta di donne è pure qualcosa che tutti vedono regolarmente. È il risultato di quella che un tempo era spesso considerata un’attività non particolarmente importante e comunque non attraente. È vero un po’ in tutta Europa. Ma in Italia in misura eccezionale: in assoluto più che in ogni altro Paese della Ue, e di gran lunga — rivelano le statistiche appena pubblicate da Eurostat. Le quali, a ben guardarle, suggeriscono anche che la scuola italiana ha in fondo tratti un po’ «socialisti», o almeno si trascina un’eredità del genere.

venerdì 7 ottobre 2016

STRONCATURE POLITICO-ARTISTICHE. CHI ERA DAVVERO ROBERTO BENIGNI. A. SCANZI, Storia breve del fu Benigni, IL FATTO, 5 ottobre 2016

Hai talento, fai ridere come nessuno e non hai paura di essere scorretto. Poi cresci, ti ammorbidisci, cambi la storia e sostituisci i russi con gli americani, altrimenti l’Oscar non te lo danno mica. Quindi, esaurita la vena, ti reinventi cantore dell’amore, celebrandola Costituzione più bella del mondo ma solo quando al potere c’è Berlusconi, che è brutto sporco e cattivo non per quello che fa ma perché non è iscritto al partito che voti.


giovedì 6 ottobre 2016

FESTIVAL DI SOCIOLOGIA E DI PSICOLOGIA IN UMBRIA. NESSUNO LO SA, IN PARTICOLARE LA SCUOLA. 6 OTTOBRE 2016


E' abbastanza incredibile che due festival, uno dedicato alla Sociologia, uno dedicato alla Psicologia, entrambi in corso di svolgimento in Umbria non abbiano avuto il riconoscimento nè il patrocinio del MIUR. Va detto, ad onor del vero, che entrambe le manifestazioni arrivano a sorpresa, in particolare la prima, partita in sordina il 5 ottobre anche se con un convegno su V. Pareto. Il fatto è grave e la dice lunga sull'attenzione che le istituzioni predisposte alla diffusione della cultura (soprattutto di quella cultura così carente in Italia come quella rappresentata dalle cosiddette "scienze umane") mostrano nei riguardi di quanti (anche se male) si occupano della diffusione e della divulgazione di queste discipline.

TELEGIORNALISMO ALL'ITALIANA. IL RITORNO DI SANTORO. A. GRASSO, Il riflusso dell' edonismo santoriano (o dell' "Italia da bere"), CORRIERE DELLA SERA, 6 ottobre 2016

Mettetela come volete (la tv fatta come si deve, il tutto macinato bene, le luci e i montaggi occhei, l'intervista in studio, il provincialismo sul mondo dei ricchi, i balli e gli sballi dei giovani, le sgallettate youtubbers, i sindaci di mezzanotte, Iva Zanicchi, il feed back sui social, la Sardegna non più felix, i filippini che fanno casino, i camerieri che mancano e i commercialisti che abbondano, ostriche e champagne, il lavoro che costa ancora troppo in Italia, l'altezza degli addetti alle sale minimo unovirgolasettantacinque...) ma in fondo in fondo o alla fin fine la verità è che Michele Santoro si è stufato di fare la Rivoluzione.
È entrato nel riflusso edonistico, a sessanta e rotti. E buonanotte al secchio.
Sesso, droga e rock&roll, con Briatore e Lele Mora a tracciare le "piste", con inviate stupite che ci siano ricchi nel mondo e noi sorpresi che ballino ancora la disco music anni '70 al tempo di Twitter.
Un vagare a caso, con esperte di gossip che dicono che "quattro anni fa non avevo capito", come se ne avessero 21/22 e invece viaggiano verso gli anta, il napoletanismo necessitante di interprete, il rapper che non si nega mai, un senso di pensionamento del pensiero unico samarcandiano triste, parecchio solitario e molto final.
La lista dei "cattivi maestri" si allunga: per la liberazione del popolo c'è ancora tempo. Ora divertiamoci e incassiamo, che ci hanno fatto ritornare e siamo ritornati.

domenica 2 ottobre 2016

RIFORMA DELLA SCUOLA. IL PARERE DI DE MAURO. C. CARUSO, Tullio De Mauro: "La scuola di Renzi è un passo nel vuoto", PANORAMA, 29 settembre 2014



Si abusa delle parole? «Si abusa spesso, ma è impossibile sanzionare l’abuso di parola». E’ la parola “scuola” la nostra parola abusata? «L’abuso è largo, ampio». Matteo Renzi abusa della parola scuola come abusa dell’inglese? «Il primo abuso è la parola riforma. Ormai si usa per il più banale provvedimento». Le piace la “Buona scuola” del governo? «Mi sembra vaga. Quali risorse? Quali tempi? Ho l’impressione che sia un passo nel vuoto». 

sabato 1 ottobre 2016

REFERENDUM DEL 4 DICEMBRE. CONFRONTO TV FRA RENZI E ZAGREBELSKY. A. GILIOLI, Stiam diventando tutti più scemi?, L'ESPRESSO, 1 ottobre 2016

Di dubbia utilità per chiarire agli italiani su che cosa si voterà tecnicamente il 4 dicembre, il dibattito di ieri tra Renzi e Zagrebelsky è stato invece prezioso per confrontare due approcci cognitivi alla democrazia, ai cittadini, ai media, alla politica, al passato e al futuro. E si tratta di due approcci cognitivi agli antipodi.

venerdì 30 settembre 2016

SANITA' ITALIANA E CORRUZIONE. REDAZIONE, La corruzione nella Sanità costa 6 miliardi l’anno: coinvolta un’Asl su tre, LA STAMPA, 29 settembre 2016

La corruzione nella Sanità italiana “fagocita” 6 miliardi di euro l’anno, sottratti ad innovazione e cura dei pazienti per finire nelle tasche di corrotti e corruttori. Un male contagioso che ha coinvolto ben una asl su 3 in Italia. 

giovedì 29 settembre 2016

POLITICA DELLA SCUOLA. T. DRAGO, Scuola, Berlinguer e gli altri: storia di una riforma lunga vent’anni, IL MANIFESTO, 29 settembre 2016

Nel miscuglio indigesto di pretesti che ammorbano il dibattito sul referendum costituzionale è caduta la dichiarazione di Luigi Berlinguer (Repubblica 18 agosto), che ha esplicitato la propria opzione per il sì. Bene. L’avevamo sospettato. Tra le ragioni del necessario adeguamento ai tempi, il Nostro nomina, oltre all’arretratezza della Carta in tema di pari opportunità («i costituenti non mi sembra fossero campioni di femminismo»), il ritardo del dettato costituzionale rispetto alla grande rivoluzione novecentesca dell’«istruzione come diritto fondamentale per tutti».

martedì 27 settembre 2016

POLITICA DELL'UNIVERSITA'. DOCENTI FAMILISMO E PLAGIO. I. VENTURI, Ateneo di Bologna, il docente agli allievi: "Copiate, lo fanno pure i prof", LA REPUBBLICA, 27 settembre 2016

BOLOGNA - "Cari studenti, vi annuncio che non vigilerò per evitare che voi copiate agli esami". Comincia così la lettera aperta che ieri il professore Lucio Picci ha inviato ai suoi allievi. Una miccia, accesa in modo provocatorio per far esplodere il caso di plagi accademici impuniti all'Alma Mater, un vero e proprio sistema secondo il professore di Politica economica. L'autodenuncia è durissima e arriva proprio nei giorni in cui il garante anti-corruzione Raffaele Cantone ha sollevato un polverone sul nepotismo e i concorsi truccati nell'università italiana. Picci apre un altro fronte, quello di chi copia e non viene punito. "In coscienza - scrive agli studenti - non posso chiedere a voi il rispetto di regole che l'università permette a noi professori di violare". Il docente ne fa una questione di onestà intellettuale. "Da quello che noi pubblichiamo dipende la nostra carriera e la nostra reputazione. Da qui l'esigenza di avere chiara la paternità di ogni nostro scritto".

POLITICA DELLA SCUOLA. SOSTEGNO E IPOCRISIA. S. INTRAVAIA, Il governo prepara la riforma del sostegno, LA REPUBBLICA, 26 settembre 2016

(...) E per evitare il balletto di docenti - che entrano di ruolo su sostegno e poi transitato rapidamente su posto comune - è nell'aria un vincolo di permanenza pluriennale. Gli insegnanti di sostegno, che oggi devono fare fronte alle situazioni   più diverse - dovranno essere più preparati: in luogo di 60 crediti formativi universitari, per ottenere la specializzazione su sostegno occorrerà sostenerne 120, il doppio. Ma la formazione specifica su sostegno verrà estesa a tutti i futuri docenti e anche quelli già assunti che dovranno formarsi sulle problematiche dell'inclusione, visto che con la Buona scuola l'aggiornamento sarà obbligatorio.

lunedì 19 settembre 2016

MERITORENZIA E DOCENTI IMPRENDITORI DI SE STESSI. L. GAROFALO, Buona scuola, l’a.s. 2016/17 sarà foriero di contenziosi e potrebbero inasprirsi i rapporti all’interno delle scuole. Lettera, ORIZZONTESCUOLA.IT, 29 agosto 2016

È ormai imminente l'avvio del nuovo anno scolastico. La sede in cui dovrò prestare servizio è quella dell'anno scorso: dista pochi chilometri dal luogo in cui attualmente abito ed è un ambiente, tutto sommato, vivibile e pacifico. Almeno per il momento, gli effetti velenosi della "Buona Scuola" non sono stati inoculati. Ecco il punto che mi preme sollevare: la spinosa e famigerata questione della "Buona Scuola", com'è stata ribattezzata la "riforma" renziana della scuola. 

domenica 11 settembre 2016

SOMMARIO ARTICOLI SULLA SCUOLA DAL 2012 AL 2016

----- INDICE ARTICOLI -----

SONDAGGI ELEZIONI POLITICHE ITALIA. DEMOS. ATLANTE POLITICO n. 58, settembre 2016



http://www.demos.it/a01296.php?ref=HREC1-7


POLITICHE DELLA SCUOLA. LA FORMAZIONE OBBLIGATORIA TRIENNALE. A. GIULIANI, Docenti, è in arrivo la formazione obbligatoria: 125 ore in tre anni, 40 in presenza, TECNICA DELLA SCUOLA, 5 settembre 2016

La formazione obbligatoria dei docenti, introdotta con il comma 123 della Legge 107/2015, presto sarà effettiva: sono previste 125 ore da fare ogni triennio.
La Flc-Cgil ha realizzato un documento proprio “sull’introduzione alla bozza del Piano Nazionale di Formazione”.
Dal documento si evince che si sta attuanto una “pesante intromissione del documento su aspetti tipicamente contrattuale”.

POLITICHE DELLA SCUOLA. MOVIMENTO 5 STELLE. 7 SOLUZIONI PER LA SCUOLA. M5S, ecco le nostre 7 soluzioni per la scuola, MOVIMENTO5STELLE.IT 27 febbraio 2015

Le sette soluzioni M5S per la scuola


REFERENDUM CONTRO LA 'BUONA SCUOLA'. REDAZIONE, Referendum, due milioni di firme contro la «Buona Scuola», IL MANIFESTO, 8 luglio 2016

Due milioni di firme, 515 mila per ciascuno dei quattro quesiti ai quali il «comitato Referendario Scuola Pubblica» ha consegnato la speranza di abrogare i pilastri della riforma più odiata del governo Renzi, dopo il Jobs Act. Sono state consegnate ieri in Cassazione, dopo un rinvio di due giorni rispetto alla data stabilita, il 5 luglio. «È slittata per il previsto imminente arrivo di numerosi altri moduli, grazie ai quali il numero complessivo di firme ha superato i 2 milioni – spiegano dal comitato – Andare oltre sarebbe stato controproducente perché le eventuali nuove firme non avrebbero minimamente compensato le tantissime raccolte su moduli vidimati nei primi giorni della campagna. Come è noto infatti, i moduli vidimati per la raccolta hanno validità tre mesi».

sabato 10 settembre 2016

UNIONE EUROPEA E BREXIT. F. BASSO, Così Londra sta aggirando Brexit: accordi bilaterali senza Bruxelles, CORRIERE DELLA SERA, 9 settembre 2016

Forse è una strategia per rompere il fronte comune europeo in vista dei negoziati o forse è davvero «confusione» politica, come osservano alcuni. Londra si è messa in moto per la Brexit anche se ancora non in modo ufficiale: ha intrapreso una serie di colloqui con alcune capitali, in perfetto stile british — raccontano a Bruxelles — lasciando trapelare la possibilità di accordi commerciali bilaterali, creando più di qualche imbarazzo nelle controparti nazionali.

lunedì 5 settembre 2016

POLITICHE DELL'EDUCAZIONE. INSEGNARE IN INGLESE. P. DI STEFANO, L'impaziente inglese. Intervista con C. Marazzini, LA LETTURA,

La discussione sul rapporto tra inglese e lingue nazionali, specie nell’insegnamento, è sempre viva. Ovviamente non solo in Italia ma ovunque in Europa. Non è un caso che sull’argomento si sia tenuto a Firenze, lo scorso fine settimana, il convegno annuale dell’Efnil (European Federation on National Institutions for Language), una federazione delle istituzioni che nei diversi Paesi si occupano dello sviluppo e della salvaguardia delle lingue nazionali (ufficiali): l’obiettivo è quello di promuovere il multilinguismo nell’Unione Europea, dando sostegno a tutte le lingue, per evitare lo strapotere dell’inglese. Dopo il convegno fondativo del 2003, l’Efnil è tornata a riunirsi nella sede dell’Accademia della Crusca, per concentrarsi su un tema-chiave: «L’uso delle lingue nell’insegnamento e nella ricerca universitaria: passato, presente, futuro». Ne sono venuti fuori, detti in breve, alcuni elementi di rilievo.

POLITICHE DELL'EDUCAZIONE. INSEGNARE IN INGLESE. Il rischio della svalutazione della lingua nazionale nella didattica (e nella considerazione scolastica) FACEBOOK AC. D. CRUSCA, 15 settembre 2014


Tra i provvedimenti sull’istruzione suscita qualche inquietudine l'attuazione ormai avviata delle norme sul CLIL (acronimo per Content and Language Integrated Learning), cioè l’insegnamento alle superiori di alcune materie in inglese. Sull’argomento diamo la parola a Claudio Marazzini, il nostro presidente.

POLITICHE DELL'EDUCAZIONE. INSEGNARE IN INGLESE. C. SOFFICI, Milano, paradosso al Politecnico: la lingua inglese è una minaccia, IL FATTO, 26 maggio 2013



ono di voler difendere la libertà di insegnamento e il diritto allo studio. In verità la battaglia contro l’inglese al Politecnico di Milano ha molto più l’aria di essere una difesa corporativaportata avanti da un manipolo di professori in difesa di rendite di posizione e interessati piuttosto a difendere il loro piccolo feudo universitario. E ieri il Tar ha messo il sigillo su questa battaglia di retroguardia, accogliendo il ricorso di 234 professori (su 1386) del Politecnico di Milano contro la decisione del rettore di tenere, a partire dal 2014, i corsi delle lauree specialistiche solo in inglese. Congratulazioni. Mettiamolo per iscritto, addirittura per legge, che l’Italia deve diventare una Cenerentola del mondo, un piccolo paeseprovinciale, rinchiuso nella difesa dei propri assurdi privilegi e vecchi schemi mentali. “Insegnare in inglese sarebbe un impoverimento della lingua” dicono i firmatari di un appello prima e poi del ricorso.

POLITICA DELL'EDUCAZIONE. INSEGNARE IN INGLESE. N. MARASCHIO, Lingua inglese all'Università?, ACCADEMIA DELLA CRUSCA, novembre 2012

Nei mesi scorsi si è aperto sui giornali un vivace dibattito sull’uso dell’inglese come lingua esclusiva dell’insegnamento universitario in Italia. L’occasione è stata data dall’annuncio del rettore del Politecnico di Milano, Giovanni Azzone, di voler avviare dal 2013-2014 i corsi magistrali e dottorali solo in inglese, escludendo quindi l’italiano dalla formazione superiore di ingegneri e architetti. L’Accademia della Crusca ha deciso di intervenire in tale dibattito per favorire una riflessione il più possibile articolata e approfondita intorno a una questione linguistica di grande attualità e complessità – non certo specifica del nostro Paese – che a molti appare rilevante anche da altre prospettive: politiche, giuridiche, culturali e sociali. E l’ha fatto proponendosi innanzi tutto come luogo di un confronto aperto di idee diverse. Perché è apparso immediatamente chiaro il rischio da evitare: quello che su un tema tanto delicato e in un momento significativo di svolta (che parte dall’università ma non si limita certo a essa) si determinasse una contrapposizione netta, quasi manichea, tra fautori e oppositori dell’anglicizzazione, tra chi cioè vede nella scelta dell’inglese come lingua veicolare dell’insegnamento il modo migliore, più semplice ed economico per i nostri atenei di aprirsi al mondo e chi invece difende ad oltranza la lingua italiana, appellandosi alla forza e all’autorevolezza della tradizione nazionale. Inglese contro italiano, insomma, in una visione semplificante e fuorviante. È possibile invece, crediamo, trarre dall’episodio specifico, che tanta eco mediatica ha suscitato, l’opportunità di riportare l’attenzione di un pubblico vasto sulle questioni linguistiche, per dare ad esse quella centralità che di fatto hanno nel mondo contemporaneo (ma che solo raramente è riconosciuta) e per riflettere intorno alla nostra politica linguistica e ai molti modi di internazionalizzare l’università.
È utile e opportuno adottare il monolinguismo inglese nei nostri corsi di laurea?

sabato 3 settembre 2016

SATIRA E TERREMOTO. F. CARDINI, Perché non si fa satira sui morti e su Maometto, IL MATTINO, 3 settembre 2016

Ormai da qualche anno, abito quasi più a Parigi che a Firenze. Mi chiedo come avrebbero reagito quassù, tra i cieli bigi – anche se in questo momento fa bello ed è caldissimo – qualche mese fa, quando la Senna ha minacciato d’inondare la Ville Lumière, se fosse accaduto davvero (magari con qualche centinaio di morti) e un settimanale italiano avesse pubblicato una vignetta sul tema “I parigini annegati nella zuppa di cipolle; alcuni si salvano di barchette di pommes frites”. Sicuramente vi sarebbe stata indignazione diffusa, insieme al solito disprezzo strisciante per gli italiani, “maccheronì, pizzà et mafià”.


POLITICA E ANTROPOLOGIA. LA PRIMA ABORIGENA DEL PARLAMENTO AUSTRALIANO, LA REPUBBLICA, 3 settembre 2016

http://kikukula2.blogspot.it/2016/09/antropologia-e-politica-la-prima.html

sabato 27 agosto 2016

TERREMOTO E POLITICA. LA LEZIONE INASCOLTATA DI ROUSSEAU. M. PROSPERO, La catastrofe politica, IL MANIFESTO, 26 agosto 2016

Un terremoto è anche una grande questione politica. Ma non lo è nel senso che su una tragedia si possono ricamare meschine operazioni di marketing, con bande musicali al seguito, annunci di ricostruzioni miracolose e plastico avveniristico delle new town illustrato nella quarta camera, quella di Vespa. Si illude in maniera grossolana il governo se pensa di aver trovato ad Amatrice il suo Abruzzo. Cioè calcola di approfittare delle macerie per sviluppare un nuovo episodio di ingegneria della comunicazione, utile solo per la consacrazione del nuovo leader del fare che si spende in narrazioni in vista del referendum costituzionale.

martedì 23 agosto 2016

LA SINISTRA E GLI ALBERI GENEALOGICI. C. CUCCINIELLO, Figli di..., L'ESPRESSO, 22 agosto 2016

Da molti anni, trovo ridicola la reverenza del contro sinistra italiano verso uno sparuto gruppo di famiglie ritenute portatrici sane del gene dell'ortodossia sinistroide. Cognomi, famiglie, alberi genealogici che - per un motivo o l'altro - vengono ritenuti i capisaldi dell'aristocrazia della sinistra italiana, perché alla loro origine ci sono personaggi che - mi ripeto - per un motivo o l'altro hanno contribuito alla storia stessa della sinistra italiana: partigiani, intellettuali, giornalisti, scrittori, membri delle Camere durante le prime legislature repubblicane.

domenica 21 agosto 2016

UNIVERSITA' IN ITALIA. N. FERRIGO, La burocrazia soffoca la ricerca universitaria. E il merito ancora non si vede, LA STAMPA, 21 agosto 2016

Lo spauracchio è investire più risorse e tempo nel valutare la ricerca, che nella ricerca stessa. A partire dalla riforma Gelmini del 2010, il sistema universitario ha adottato una corposa serie di meccanismi di controllo dei professori, che spaziano dalla produzione di articoli scientifici all’esame della didattica, sia con visite di docenti esterni che con questionari per gli studenti. Il tutto corredato da una certosina raccolta di dati su iscritti e risultati. L’obiettivo, riconosciuto dal mondo accademico come nobile e necessario, è rendere la macchina universitaria più trasparente, e premiare il merito. Il problema però è che il tutto si traduce in una marea di scartoffie, che ingombrano le scrivanie dei docenti universitari più dei manuali.  

giovedì 18 agosto 2016

DOVE SIAMO FINITI. MORTE DELLA POLITICA E TRIONFO DELLO SPIRITO IMPRENDITORIALE. P. VOZZA, Imprenditore di te stesso, la politica non serve, IL MANIFESTO, 18 agosto 2016

In un recente articolo (il manifesto, 1 agosto 2016),Valentino Parlato, con rigorosa tenacia, auspicava che il giornale offrisse gli strumenti per uscire dall’«attuale passività»(figlia di una formidabile, pervasiva morte della politica), sollecitando una discussione capace di mobilitare e di aprire una battaglia culturale e politica. Si richiamava una diagnosi di Alberto Burgio, secondo cui la scomparsa della politica è dovuta al suo essere ridotta a pura – e perciò cattiva – «amministrazione dell’esistente». Lo spietato confronto col passato (nel quale «c’erano il Pci di Togliatti, il Psi di Nenni, il Pri di La Malfa e anche la Dc di De Gasperi» e nel quale «anche Tv, stampa quotidiana e pure l’editoria» contribuivano in varia misura alla «vitalità della politica») non voleva avere alcun effetto nostalgico, ma stimolare ancor più l’analisi critica del presente.

lunedì 15 agosto 2016

DOVE SIAMO FINITI. GENERAZIONI A CONFRONTO E PENSIERO UNICO. C. FRECCERO, Il pensiero unico e i millenials, IL MANIFESTO, 11 agosto 2016

Stanno tornando parole che fanno scandalo: colpo di stato, mancanza di libertà, abolizione del pluralismo, limiti alla libertà di espressione. E, dal punto di vista del pensiero unico, fa scandalo che facciano scandalo. Perché se pensiero unico è, il dissenso non è. La maggioranza ha sempre ragione. E la minoranza deve farsi maggioranza per prendere la parola. C’è poi un ulteriore paradosso. Una frattura generazionale totale per cui, se uso parole come “pluralismo” o “dissenso” esse vengono percepite come valori da chi ha la mia età.

giovedì 11 agosto 2016

COSTI DELLA POLITICA E STIPENDI DEI PARLAMENTARI. M. PUCCIARELLI, Il deputato "comunista" di Sel contro il taglio agli stipendi degli onorevoli: "Non siamo mica metalmeccanici", LA REPUBBLICA, 11 agosto 2016

MILANO - La frase suona doppiamente infelice se messa in bocca a un parlamentare di Sinistra Ecologia e Libertà, per una vita nel Pci e poi in Rifondazione Comunista: "Non siamo lavoratori subordinati dell'ultima categoria dei metalmeccanici! Da uno a dieci noi chi siamo?". A pronunciarla in aula nei giorni scorsi è stato Arcangelo Sannicandro, avvocato e deputato pugliese, e non in pochi nel suo partito hanno subito rilevato l'inopportunità del paragone per chi, in teoria, è cresciuto a pane e classe operaia (o braccianti agricoli, come nel caso di Sannicandro). Il contesto del suo intervento era la risposta a un ordine del giorno dei Cinque Stelle, i quali chiedevano all'Ufficio di presidenza di ridurre l'indennità di carica dei deputati da 10mila euro lordi a 5mila, al netto dei rimborsi per la diaria e per l'esercizio del mandato: in sostanza, il passaggio da 5mila euro netti a 3.200.

SISTEMI POLITICI ED EDUCAZIONE. I VALORI DELL'ISIS. M. SERAFINI, Libri di testo, precetti religiosi e violenza: dentro le classi dell’Isis, CORRIERE DELLA SERA, 11 agosto 2016

Da tempo Isis investe energie nella propaganda che ha come target i bambini.Applicazioni per insegnare l’alfabeto con i nomi delle armi, filmati e immagini che li mostrano in uniforme da soldati. Ma c’è anche un lavoro capillare di lavaggio del cervello e indottrinamento che viene portato avanti ogni giorno nelle scuole dei territori occupati in Siria, Iraq e Libia. L’obiettivo naturalmente non è solo allevare e crescere nuovi cittadini del Califfato. Soprattutto a causa delle sconfitte militari Isis ha bisogno di nuovi soldati. Da usare, all’occorrenza negli attacchi kamikaze o anche in battaglia. L’ultimo esempio, un ragazzino all’incirca di 10 anni fatto morire martire nella zona di Salah al Din, in Iraq.

LE MIGRAZIONI DALL'AFRICA. D. QUIRICO, Viaggio coi migranti sui pick up stracolmi attraverso il Sahara, LA STAMPA, 7 agosto 2016

Vedi! Siamo arrivati Migrante, finalmente: tu e io, insieme, ad Agadez, la città di tutti i traffici, il crocevia di ogni cosa, l’inizio della speranza, forse; il tuo golgota di sabbia, certamente. Sì. Siamo arrivati in tempo per il lunedì, il giorno del Grande Convoglio. È stato davvero un lungo viaggio, due giorni in bus per salire da Niamey. Tanto, troppo. Forse hai ragione, questa è la saggezza che cerchi, invano, di infonderci: la sofferenza ci fa vivere il tempo minuziosamente, un attimo dopo l’altro. So che per te esiste. Per gli altri, per quelli che non soffrono, scivola via e forse non vivono nel tempo, non ci sono mai vissuti. Siamo saliti insieme sul piccolo bus sgangherato, io e i tuoi giovani compagni. Silenziosi, esitanti, sì anche sospettosi l’uno degli altri. 

giovedì 4 agosto 2016

GENOCIDIO ROM. ANNIVERSARIO. P. GONNELLA, 2 agosto. Nel silenzio ricordiamo il genocidio 'rom', L'ESPRESSO, 3 agosto 2016

C’è un genocidio che è spesso rimosso dalle democrazie contemporanee. È il genocidio di rom e sinti durante il nazismo. Tra il 1933 e il 1945 si stima che furono sterminati tra 500 mila e 1 milione e mezzo di persone di origine rom e sinti. Non sempre si studia a scuola, raramente è un genocidio ricordato dalle istituzioni.
https://www.ushmm.org/wlc/it/article.php?ModuleId=10005219

venerdì 29 luglio 2016

RUSSIA POST-COMUNISTA E NUOVA ARMATA ROSSA. E. B. L'armata di asfaltatrici di Mosca, CORRIERE DELLA SERA, 29 luglio 2016


Guarda il video: http://video.corriere.it/armata-asfaltatrici-mosca/ad6498dc-5586-11e6-af7a-c71c10cda3a8?intcmp=video_wall_hp&vclk=videowall%7Carmata-asfaltatrici-mosca

DROGA E TOSSICODIPENDENZA. LEGALIZZAZIONE DELLA CANNABIS. M. SFREGOLA, Cannabis: caro Pannella, ci volevano i nati negli anni 80 per votare la legalizzazione, IL FATTO, 28 luglio 2016

“Un noto uomo politico italiano dice di essere favorevole da 30 anni alla legalizzazione; io se sono  favorevole a qualcosa vado avanti e la battaglia la faccio. Non vorrei che qualcuno presentasse una legge oggi e tra 20 anni dicesse “ah ma io l’avevo già presentata 20 anni fa; sono lotte e le leggi vanno avanti se tu nella società imponi il dibattito; passano se tu fai lotte sociali”. Questa frase non è un frammento del dibattito parlamentare sulla cannabis dell’altro ierima, che ci crediate o meno, di un altro dibattito pubblico, vecchioquasi 20 anni. Ho impiegato un po’ a trovare questa passaggio ma alla fine c’era, era lì. Per qualche curiosa ragione lo ricordavo quasi a memoria e ricordo a perfezione Marco Pannella mentre lo pronunciava durante un dibattito sulla legalizzazione che insieme ad altri studenti, organizzai – nientemeno – che nel 1997.

IDEE E TEORIE POLITICHE. L. MONTANARI, Enrico Rossi aggredito a San Miniato: un allevatore gli rovescia addosso un secchio di letame, LA REPUBBLICA, 28 luglio 2016

Un'incursione improvvisa. Un imprenditore della macellazione ha rovesciato un secchio di letame addosso al presidente della Regione Toscana Enrico Rossi che sta intervenendo a un dibattito alla Festa dell'Unità di San Miniato, in provincia di Pisa. L'autore della contestazione è stato Giovanni Cialdini un imprenditore della zona, nemico giurato di una norma regionale che impone un limite al numero degli animali da macellare.

martedì 26 luglio 2016

SOCIOLOGIA DEL TERRORE. I. DIAMANTI, La banalità del terrore, LA REPUBBLICA, 25 luglio 2016

http://kikukula2.blogspot.it/2016/07/sociologia-del-terrore-i-diamanti-la.html

TERRORISMO VIOLENZA E CRISI DELLA CULTURA OCCIDENTALE. D. COFRANCESCO, L'Occidente si difende con la cultura: ecco da cosa partire, IL GIORNALE, 26 luglio 2016

Negli anni più bui della civiltà euro-atlantica, oggi assediata da ogni parte, hanno dimostrato non poco coraggio Luciano Pellicani, Nunziante Mastrolia e Giampiero Berti a dedicare una raccolta di scritti, I difensori dell'Occidente (Ed.
Licosia), ai filosofi, agli scrittori, ai politici del Novecento che hanno difeso contro i totalitarismi del "secolo breve" - comunismo e fascismo - i valori della libertà politica e dell'umana dignità. 

TERRORISMO VIOLENZA RADICALISMO. A. LEISS, Radicalizzarsi, IL MANIFESTO, 26 luglio 2016

Di fronte a tanta violenza, orrore e terrore, si esita a esprimere opinioni supposte razionali. Mi verrebbe però la voglia di proporre una piccola ( o grande, non so) battaglia linguistica, pacifica ma determinata, contro l’uso del termine radicalizzati per definire la condizione degli uomini che agiscono violenza in nome di ideologie assurde e mostruose, o perché preda di stati mentali «disturbati». Sono infatti molto affezionato alle parole radice e radicale, non solo perchè ogni tanto – anzi ogni spesso – mi trovo d’accordo con proposte e opinioni dei radicali italiani ( in queste ore, per esempio, sul l’idea di eliminare il proibizionismo per la cannabis ) ma perché sin da ragazzo, anche leggendo certi passi del giovane Marx, mi sono convinto che una buona politica non può che essere fondata su ciò che per uomini e donne corrisponde a una radice appunto. E la radice più vera per ogni uomo «è l’uomo stesso». O la donna, naturalmente, anche se questa differenza si tende a rimuoverla.

TERRORISMO VIOLENZA SOCIALE SUICIDI OMICIDI DI MASSA PSICHIATRIA E RAGIONI SOCIALI. M. G. GIANNICHEDDA, La psichiatria non vede le relazioni sociali, IL MANIFESTO, 26 luglio 2016

Sono storie molto diverse questa del giovane suicida che domenica ad Ansbach cercava la strage e quella di Ali Sonboly, suicida anche lui, che a Monaco è riuscito a realizzarla. Il primo, Mohammed Deleel, è un profugo siriano, e il fatto che giusto sabato un altro profugo siriano abbia commesso, sempre in Germania, un delitto di tutt’altra natura – l’uccisione di una donna che lo respingeva – ha subito spostato il discorso sui rischi dell’accoglienza e sul pericolo islamico.

REPORTAGE SULL'ISIS. F. IEZZI, «L’Isis non regala misericordia», IL MANIFESTO, 26 luglio 2016

«Ha ridotto in macerie case, palazzi e chiese, ha lesionato ospedali, caserme, università e si è scatenato con violenza contro migliaia di persone inermi. Ha distrutto vite, ha annientato speranze» è così che Amal, solo 15 anni, vede la guerra con cui convive da più di cinque anni. Abita, con quello che è rimasto della sua famiglia, nella provincia di al-Hasakah, città nell’angolo nord-orientale della Siria.

sabato 23 luglio 2016

IL BERLUSCONISMO TRIONFA ANCORA. M. TRAVAGLIO, Gli Olgettini, IL FATTO, 22 luglio 2016

Dunque i giudici che stanno processando Silvio Berlusconi e uno stuolo di Olgettine per corruzione in atti giudiziari non potranno utilizzare 11 intercettazioni indirette fra il Cavaliere e due delle sue girl, Iris Berardi eBarbara Guerra. O meglio: potranno usarle contro le due ragazze, presunte corrotte, ma non contro B., presunto corruttore. E utilizzatore finale dei loro silenzi prezzolati e delle loro bugie retribuite. L’ha deciso l’altroieri il Senato a maggioranza, dieci mesi dopo la richiesta del Tribunale, con comodo. E l’ha fatto sostenendo di fatto che B. è un perseguitato politico, perché solo in quel caso le Camere possono negare alla magistratura l’autorizzazione a usare indizi e prove raccolte su un imputato intercettandolo mentre parla con un parlamentare. 

SUICIDI E OMICIDI DI MASSA. LA STRAGE DI MONACO. S. THANOPULOS, La società psichiatrica, IL MANIFESTO, 19 ottobre 2013


http://kikukula2.blogspot.it/2013/10/teorie-sociali-s-thanopulos-la.html

PER NON DIMENTICARE. RIFORMA DELLA SCUOLA E ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO. ECCO I RISULTATI. M. SASSO, Buona scuola, così l'alternanza aula-lavoro è diventata un incubo per gli studenti, L'ESPRESSO, 23 marzo 2016

http://kikukula5.blogspot.it/2016/03/riforma-della-scuola-e-alternanza.html

SUICIDI E OMICIDI DI MASSA. LA STRAGE DI MONACO. UN ARTICOLO DI F. BERARDI, Nella cabina di pilotaggio, ALFABETA 2, 31 marzo 2015





http://kikukula2.blogspot.it/2015/04/depressione-politica-e-psicologia-f.html

PER NON DIMENTICARE. RIFORMA DELLA SCUOLA IN ITALIA. LA QUESTIONE DELL'INSEGNAMENTO DELLE DISCIPLINE IN INGLESE E' UNA PROPOSTA DI CONFINDUSTRIA

Non basta una materia insegnata in inglese, da prof non adeguatamente preparati: gli industriali alzano e il tiro e chiedono al governo di diffondere nella scuola l’insegnamento in inglese delle discipline curricolari. «Altrimenti studenti con percorsi di studio pur brillanti non troveranno lavoro neanche nella più piccola delle aziende italiane che lavorano con l’estero», ha dettoIvan Lo Bello, vice presidente per l’Education di Confindustria, intervenendo alla giornata organizzata alla Luiss, a Roma, per presentare il «documento di proposte per la scuola, l’università e la formazione professionale» che l’associazione ha messo a punto con una «capillare consultazione sui territori di imprenditori, insegnanti, capi di istituto, formatori, genitori e studenti». 

http://kikukula5.blogspot.it/2014/10/la-scuola-secondo-confindustria-de.html

POLITICA E SCUOLA IN EUROPA. T. DE MAURO, Scuola libera tutti?, INTERNAZIONALE, 22 luglio 2016

Philip Olterman sul Guardian ha dedicato un lungo articolo, concreto e suggestivo, allo Evangelische Schule Berlin Zentrum (Esbz). L’articolo è stato ripreso anche in siti italiani senza però che si sia rilevata la matrice religiosa dell’esperienza educativa berlinese libertaria e innovativa nei modi d’apprendere, ma fortemente ancorata anzitutto all’idea che una scuola si fa bene se ha una definita visione e, poi, alla scelta di fondare sul Vangelo la sua visione. Belle parole della seconda lettera di Paolo a Timoteo sono il principio chiave cui Esbz dichiara di ispirarsi: “Ti raccomando di tener vivo in te quel dono che Dio ti ha dato quando io ho posto le mani sul tuo capo. Dio non ci ha dato uno spirito che ci renda paurosi, ma uno spirito che ci dia forza, amore e saggezza”.

FILOSOFIA POLITICA. LA CRISI POLITICA DELLA GLOBALIZZAZIONE. B. DE GIOVANNI, La crisi del mondo globale, IL MATTINO, 23 luglio 2016

È esplosa, nel mondo, la prima crisi politica della globalizzazione. Segnale potente di crisi fu l'attentato alle torri gemelle, nel 2001, che inaugurò la stagione del terrore globale, un atto sofisticato, tecnicamente assai complesso, quasi, si può dire, elitario. La crisi del 2007, pur essa propria del mondo globale, nacque dal disordine dei mercati finanziari, dal frenetico movimento indotto nel mondo da un capitalismo finanziario senza freni, tra Stati Uniti, Europa e poi resto del mondo: essa è tutt'altro che esaurita, anche se vive ormai sotto traccia, soprattutto nei Paesi dell'euro.

venerdì 22 luglio 2016

FILOSOFIA POLITICA. B. VECCHI, Il teologo dei tempi migliori. Recensione A. Badiou, IL MANIFESTO, 13 luglio 2016

Francia, 23 novembre 2015. Sono passati solo dieci giorni da quando un gruppo armato islamico fedele al Califfato ha massacrato a Parigi decine e decine di francesi e non solo. Il governo ha proclamato lo stato d’emergenza, sui giornali la domanda più ricorrente è: perché? Un quesito che assume toni drammatici mano a mano che emerge il fatto che alcuni componenti del commando sono figli di migranti ma nati in Francia o in Belgio. È in questo contesto che Alain Badiou tiene un seminario al teatro comunale di Aubervilles, opportunamente tradotto da Einaudi con il titolo Il nostro male viene da più lontano (pp. 68, euro 12).

mercoledì 20 luglio 2016

ANNIVERSARI. GENOVA 2001. D. FUSARO, G8 di Genova, quando il massacro di classe ebbe inizio, IL FATTO, 20 luglio 2016

Era il luglio del 2001: l’anno del G8, a Genova. Le potenze mondiali si riunirono nel capoluogo ligure, che, come ricorda Marx, fu anche la cellula genetica del modernocapitalismo: si riunirono per decidere le sorti del mondo monopolare, ridotto a piano liscio dello scorrimento delle merci e degli uomini, anch’essi ridotti a merci. Erano passati già 12 anni dalla fine del comunismo: nessun rivale superstite.

IL BERLUSCONISMO REGNA SOVRANO. REDAZIONE, Processo Olgettine, Senato nega uso intercettazioni di Berlusconi. Scambio di accuse tra Pd e M5s, LA REPUBBLICA, 20 luglio 2016

ROMA - L'Aula del Senato, con voto a scrutinio segreto, non ha dato l'autorizzazione all'utilizzo di intercettazioni telefoniche tra Silvio Berlusconi e le cosiddette "olgettine". I voti favorevoli sono stati 120, i contrari 130 e 8 gli astenuti. La giunta per le immunità parlamentari aveva chiesto il via libera all'autorizzazione.

ASCOLTA: http://video.corriere.it/maledetti-servi-proteste-cinquestelle-il-no-all-uso-intercettazioni-contro-berlusconi/4f12ab1e-4e67-11e6-8e8b-1212ced41b8e?intcmp=video_wall_hp&vclk=videowall%7Cmaledetti-servi-proteste-cinquestelle-il-no-all-uso-intercettazioni-contro-berlusconi

domenica 17 luglio 2016

SCUOLA E POLITICA IN ITALIA. L'ELIMINAZIONE DEGLI ISTITUTI PROFESSIONALI. E POI?

"La crisi investe invece in toto i professionali, che in sei anni cedono agli istituti concorrenti 4,5 punti di iscritti: qualcosa come 23mila ragazzi. Una situazione che ha indotto l'assessore regionale all'Istruzione della Lombardia, Valentina Aprea, a ipotizzare lo smantellamento dell'intero settore. "L'esperienza degli istituti professionali statali deve essere considerata chiusa e i sessantamila docenti devono essere ricollocati altrove ", ha dichiarato recentemente, caldeggiando l'idea di lasciare il segmento scolastico interamente nelle mani delle regioni." Più sport e meno latino: il liceo light conquista tutti, LA REPUBBLICA, 17 luglio 2016)
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   Non è la prima volta che si sente di parlare di affidare questi istituti alle regioni. Alla fine degli anni Novanta circolarono voci del genere che produssero effetti catastrofici su famiglie, studenti e scuola italiana. Infatti, le famiglie si sono ritrovate con figli diplomati, ma quale valore reale possono aver avuto quei diplomi conseguiti in corsi ed indirizzi spesso sentiti come estranei alle reali ed effettive vocazioni studentesche? E con quali motivazioni potranno insegnare quei docenti che hanno come loro interlocutori, appunto, ragazzi costretti a ripiegare e ad iscriversi in corsi ed indirizzi a loro non congeniali? Chi dice di occuparsi politicamente di scuola si è mai chiesto dove siano finiti, già in quegli anni, quanti avessero deciso di non scegliere più simili istituti? E quali siano le ragioni per cui non si scelgono più questi "segmenti scolastici"?