lunedì 4 febbraio 2019

POLITICA E VIOLENZA. E. MILANESI, Amarilli, 14 chili persi, ora studia, IL MATTINO DI PADOVA, 13 novembre 2007

L'ago della bilancia segna 14 chili in meno. In compenso, capelli cresciuti in libertà sulle spalle. Dal carcere di Voghera agli arresti domiciliari nelle Marche. Amarilli Caprio è fisicamente cambiata, quasi irriconoscibile. Per genitori e parenti, non è la terrorista delle «nuove Brigate Rosse». Resta la ragazza sbandata che da una casa occupata a Padova è partita per Milano; si è ritrovata in cella e ora è «detenuta in attesa di giudizio», sia pure nel castello dello zio. 



Amarilli sorseggia acqua e si concentra a studiare: conta di laurearsi in Lettere moderne. Guarda fuori dal terrazzo a semicerchio che domina la valle Marecchia. Forse, pensa al processo da sostenere. Accarezza Ilic, il gatto bianco e grigio 'battezzato" cosi in onore di Lenin.
Amarilli con i soliti jeans e la felpa con il cappuccio aspetta l'ennesimo controllo dei carabinieri: si presentano ogni tre ore a verificare, anche nel cuore della notte, che la 'primula rossa" sia sempre li.
Amarilli è la sola donna finita in manette il 12 febbraio nel blitz scattato in base all'inchiesta di un'altra donna, Ilda Boccassini. Arrestata e tradotta a San Vittore, prima in isolamento e poi fianco a fianco a una donna stanca di essere picchiata dal marito e capace di ammazzarlo. In carcere, aveva ricevuto una scatola di matite. Il suo mondo si disegnava a mano libera, finché l'ultimo moncherino di graffite non si è esaurito.
Amarilli adesso può leggere, studiare, guardare i Tg. Niente computer: vietata la connessione ad Internet. Ma lei sente di più la mancanza dell'altra metà dell'anima, il compagno di vita e di «lotta» che è stato arrestato con le stesse accuse.
Amarilli si è fatta tagliare i capelli. Ha ritrovato padre e madre. E forse le giornate a Pennabilli hanno l'eco delle parole di Tonino Guerra, poeta cultore del borgo museo nel cuore del parco: «E' bello se puoi arrivare in un posto dove trovi te stesso».
Amarilli, almeno, cerca di rimettersi alla prova con una vita scandita dalla normalità di un ambiente familiare. Il bagno ha una porta che lascia fuori l'umiliazione di sguardi spietati. La cucina assicura cibo più che decente. Da una stanza all'altra, il cielo non è 'a scacchi" e il panorama non più a doppia mandata.
Amarilli si è portata dietro gli scatoloni pieni di lettere. Sconosciuti che dalla Norvegia e dalla Francia, come da mezz'Italia, hanno scritto alla ragazza-icona. Lettere al carcere speciale, ad una detenuta uguale agli altri 'irriducibili", parole imbustate e affrancate da coetanei.
Amarilli adesso potrà leggere anche le domande e i dubbi «fuori stagione» firmati Simona Baldanzi. La trentenne scrittrice del Mugello ha scelto proprio quella lettera d'istinto per I nostri ponti hanno un'anima, voi no, l'antologia di Fazi da un mese in libreria. Amarilli e Simona: stessa generazione, politicamente impegnate, vite che hanno svoltato a sinistra tutt'altro che in sintonia.
Amarilli non molla. Per carattere. Con l'orgoglio di chi non ha nulla da rimproverarsi. Per scelta. Con la stessa convinzione di militare dalla parte giusta. Per coerenza. Con granitica determinazione tutta comunista. Anche in un castello.

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