lunedì 11 marzo 2024

EUROPA. ELEZIONI IN PORTOGALLO. RODELLA F., Il Portogallo vira a destra ma c’è il rebus del governo: boom dei populisti di Chega, idea larghe intese, LA STAMPA, 10.03.2024

 ADRID. Boom della destra populista in Portogallo. Il partito Chega, affine al bolsonarismo, ottiene alle legislative una rappresentanza quadruplicata in Parlamento, passando da 12 ad almeno 46 seggi. E si candida per condizionare fortemente le dinamiche di governabilità del paese. Con lo scrutinio avanzato oltre il 99%, ma ancora non chiuso definitivamente in attesa di contare anche i voti all'estero, la prima posizione va ai conservatori moderati di Alleanza Democratica (AD), che ottengono il 29,5% circa dei voti e un risicatissimo vantaggio sul Partito Socialista: risultato in ogni caso insufficiente per ottenere la maggioranza assoluta (116 seggi). Nella notte, il leader dei vincitori, Luis Montenegro, ha tuttavia ribadito il suo impegno di campagna a non voler prendere in considerazione un governo con Chega. Si apre quindi il rebus sul nuovo governo: per delineare meglio eventuali scenari alternativi, saranno chiave le prese di posizione dei partiti nei prossimi giorni.



I risultati della serata elettorale hanno sostanzialmente confermato i pronostici della vigilia, che davano la destra più radicale in forte crescita e AD e i socialisti del premier uscente Antonio Costa (dimessosi per un caso di presunta corruzione che ha toccato il suo governo) quasi alla pari. Per la formazione progressista e il suo nuovo leader, Pedro Nuno Santos, il calo dei consensi rispetto alle precedenti elezioni (2022) appare considerevole: dal 41% di allora a poco meno del 29%.

Nelle prime ore dopo la chiusura delle urne, gli unici a festeggiare davvero sono stati proprio candidati e militanti di Chega. "Quello di oggi è un risultato storico", ha dichiarato il leader André Ventura, 41enne ex commentatore sportivo passato alla politica già da alcuni anni e mostratosi in sintonia con altri esponenti di spicco della destra populista europea come lo spagnolo Santiago Abascal di Vox – tra i primi a congratularsi pubblicamente con lui – e Matteo Salvini. Dal suo punto di vista, le prospettive per il futuro del suo Paese sono chiare. "I portoghesi vogliono un governo di AD e Chega, sarebbe irresponsabile non garantire unità", ha infatti risposto ai cronisti che gli chiedevano se proverà a convincere Montenegro a cambiare posizione dal suo "no" a un'alleanza con il suo partito. "Non rispettare il mio impegno sarebbe un atto malvagio contro il mio partito", ha però replicato il leader di AD.

Ora bisognerà attendere di capire se i partiti troveranno formule alternative, valide a evitare una ripetizione elettorale. “La destra non conti su di noi per governare", ha messo in chiaro il leader socialista Nuno Santos, che ha anche escluso la possibilità di ricostituire una coalizione di centrosinistra come negli anni scorsi. Mentre pare reggere l'ipotesi di un governo di minoranza di AD con il sostegno di un altro partito di centrodestra, Iniziativa Liberale, che ha ottenuto 8 deputati.

Il Paese resta intanto in attesa di conoscere la suddivisione definitiva dei seggi in Parlamento tra i partiti in lizza. "È probabile che non conosceremo oggi il risultato finale", diceva domenica sera Antonio Costa dalla sede del suo partito. Per il momento, l'unica certezza in Portogallo è che non ci sarà più lui alla guida del governo come negli ultimi otto anni.


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