sabato 18 agosto 2012

MOVIMENTI, PARTITI ED IDEE POLITICHE IN ITALIA. CATTOLICI. IGNAZI P., Partiti, il paradosso dei cattolici, L'ESPRESSO, 26 luglio 2012

Gerarchie vaticane ed esponenti cattolici hanno alzato la voce, fino a decibel assordanti, contro il sindaco di Milano Giuliano Pisapia, reo di aver proposto il registro delle unioni civili legittimando così anche quelle "contro natura" e, come ha sostenuto senza sprezzo del ridicolo il vice-presidente dei giuristi cattolici ambrosiani , persino la poligamia! Questa levata di scudi non corrisponde però a una tendenziale clericalizzazione di tutto il mondo cattolico.


Piero Ignazi è ordinario di scienze politiche all'università di Bologna

Una realtà che è sempre stata attraversata da divisioni e conflitti. Se si esce dai canoni tradizionali lo si può dividere in due categorie, un po' grezze ma utili per comprendere le tendenze in atto: quella dei cattolici impegnati in "politica" e quella dei cattolici impegnati nel "sociale". Per molti anni era difficile fare una distinzione tra i due mondi perché l'impegno nell'associazionismo cattolico era una sorta di pre-condizione per l'attività politica, o comunque costituiva una attività parallela, che si affiancava a quella politica. In sostanza, si arrivava alla Dc passando dalle associazioni.

ORA SI PROFILA una sorta di scissione: da una parte ci sono i cattolici impegnati nella vita pubblica attraverso l'associazionismo di base, dall'altra quella dei cattolici tutti immersi nella lotta politica, dentro e fuori dai partiti. L'ambito di attività dei primi si concentra prevalentemente nel sociale attraverso una quantità innumerevole di organizzazioni presenti soprattutto nel Nord.

Questo network associativo rappresenta una delle ricchezze "civiche" del nostro Paese e la sua importanza è destinata ad aumentare perché in questi anni di crisi tenderà a rimpiazzare servizi pubblici sempre più esangui. Il tutto a dispetto della crescente secolarizzazione della società. Non importa quanti siano i cattolici e quale sia il loro livello di adesione ai precetti: quello che importa è che le associazioni presenti e attive nella società resistano perché solo loro riescono a mantenere legati a un "sentore" di cattolicesimo strati sociali ben più ampi dei messalizzanti assidui.

Poi c'è l'altra componente, riattivata dall'ultimo Wojtyla e dal nuovo papato, che punta invece all'imposizione del magistero spirituale della Chiesa nella sfera pubblica. La campagna astensionista in occasione del referendum sulla procreazione assistita nel 2005 e le impennate sui temi etici/bioetici, dai casi Welby ed Englaro al matrimonio omosex, sono le punte di lancia di una offensiva volta non solo a riaffermare la centralità del cattolicesimo ma a stanare i cattolici dal loro rifugio sociale-associativo. Le loro crociate anti-abortiste e i loro strali contro un fine-vita dignitoso hanno eccitato il sentimento di rivalsa dei cattolici "militanti" versione anni 2000. L'aggressività di queste componenti nasce proprio da un doloroso sentimento di marginalità rispetto alla società secolarizzata che li circonda.

IN QUESTA SITUAZIONE gli eredi del cattolicesimo democratico e del cattolicesimo liberale rimangono spiazzati e con loro il progetto di una ricomposizione politico-partitica delle varie anime cattoliche. C'è una nuova linea di frattura che scompagina le carte, quella che passa, da un lato, per i pasdaran della ri-evangelizzazione a 360 gradi e, dall'altro, per l'impegno silenzioso e tenace nel sociale di tanti cattolici dall'intensità di fede variabile. Mentre i primi individuano di volta in volta dei nemici precisi - e oggi tocca al sindaco di Milano Giuliano Pisapia- i secondi hanno un atteggiamento non antagonistico bensì inclusivo.

Alla fine rimane poco spazio per il "partito dei cattolici": al di là dei convegni, da Todi in giù, molti credenti hanno fatto un passo indietro rispetto alla politique politicienne e sono meno coinvolgibili di un tempo in dispute drammatizzanti sul crocefisso nelle scuole o sull'Ici agli istituti religiosi. E hanno lasciato soli quelli che brandiscono la fede come una clava. Con il risultato che manca la terra di mezzo per fare un partito (non clericale ovviamente).

Nessun commento:

Posta un commento