giovedì 27 febbraio 2014

RENZI FILOSOFO DELLA POLITICA METTE AL BANDO PERFINO N. BOBBIO. REDAZIONE, Destra e sinistra? Renzi “supera” Bobbio: il confine è tra conservatori e innovatori, IL FATTO, 27 febbraio 2014

Nel commento alla nuova edizione del saggio dell'intellettuale torinese, il neopremier manda in soffitta l'asse disuguaglianza/uguaglianza come distinzione tra i due opposti della politica. Ora che i vecchi blocchi sociali sono superati, scrive il segretario Pd, "si possono recuperare idee come merito e ambizione?"


Matteo Renzi manda in soffitta (parzialmente) il paradigma diNorberto Bobbio, che giusto vent’anni fa, nel celebre saggio “Destra e sinistra“, individuava la demarcazione tra i due opposti della politica sulla linea disuguaglianza-uguaglianza. Per il neopremier, la sinistra del 2000 deve muoversi su un asse diverso, quello segnato daconservazione/innovazione. O anche “stagnazione/movimento“. Appropriandosi, naturalmente, del secondo termine. La casa editrice Donzelli, che nel 1994 pubblicò il libro dell’intellettuale torinese, oggi ne propone una nuova edizione, con un’introduzione di Massimo L. Salvadorie due commenti di Daniel Cohn-Benedit e, appunto, Matteo Renzi. Per gentile concessione della casa editrice Donzelli, pubblichiamo il testo del segretario Pd -scritto naturalmente prima dei due discorsi per ottenere la fiducia al Senato e alla Camera – dallo stile decisamente diverso dall’oratoria renziana a cui siamo abituati. (leggi i commenti dei blogger di ilfattoquotidiano.it: Paolo HutterMaso NotarianniPierfranco PellizzettiFlavia PerinaLaura PuppatoAmalia SignorelliMarco Venturini).

Renzi parte dal presupposto che, finita l’epoca del Pci (peraltro mai nominato), la parola “sinistra” è diventata quasi una “parolaccia, sacrificata al galateo della coalizione di centrosinistra, tanto da giustificare dibattiti estenuanti e buffi sul trattino, ricordate? Centro-sinistra o centrosinistra…”. Era l’epoca della “terza via”, dell’Ulivo di Prodi, post comunista e post democristiano, nonché dell’Ulivo mondiale di Clinton e Blair, quando si pensava “che la sinistra fosse ormai uno strumento inservibile”. A quel punto, ragiona il neopremier, Norberto Bobbio pensò fosse necessario segnare la nuova linea di demarcazione tra destra e sinistra, sul confine tra disuguaglianza e uguaglianza. 
“Oggi che la seduzione della ‘terza via’ si è sublimata perdendo slancio, mi chiedo se la coppia eguaglianza/diseguaglianza non riesca a riassorbire integralmente la distinzione destra/sinistra”, scrive Renzi. “Basti pensare, a livello europeo, all’insorgere dei populismi e dei movimenti xenofobi contro i quali è chiamato a ridefinirsi il progetto dell’Unione europea, così in crisi. Un magma impossibile da ridurre alla vecchia contraddizione eguali/diseguali a lungo così nitida”. Ed ecco allora la visione alternativa: “Riflettendo sulla teoria, sui principi fondamentali, non so se, invece, non sia più utile oggi declinare quella diade nei termini temporali di conservazione/innovazione”. Del resto lo stesso Bobbio, ricorda il segretario Pd, in “Destra e sinistra” giudicava ancora rilevante ciò che distigue “gli innovatori dai conservatori, iprogressisti dai tradizionalisti, coloro che guardano al sole dell’avvenire da coloro che procedono guidati dalla inestinguibile luce che vien dal passato”. Certo, continua Renzi, “l’eguaglianza – non l’egualitarismo – resta la frontiera per i democratici, in un mondo interdipendente, dilaniato da disparità di diritti, reddito, cittadinanza”. Ma si possono recuperare “anche tra i progressisti, idee come ‘merito‘ e ‘ambizione‘?”. 

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