mercoledì 29 maggio 2013

GLI STILISTI DELL'EVASIONE FISCALE. REDAZIONE, Dolce&Gabbana, la Procura di Milano chiede una condanna a 2 anni e mezzo, LA REPUBBLICA, 29 maggio 2013

MILANO - La procura di Milano ha chiesto una condanna a 2 anni e 6 mesi ciascuno per gli stilisti Domenico Dolce e Stefano Gabbana, imputati al tribunale di Milano per dichiarazione infedele e omessa dichiarazione dei redditi.


La richiesta di condanna formulata dal Pm Gaetano Ruta riguarda il solo reato di omessa dichiarazione dei redditi, in quanto il reato di dichiarazione infedele, secondo la procura di Milano va dichiarato estinto per intervenuta prescrizione. Nel processo davanti al giudice monocratico della seconda sezione penale del Tribunale di Milano, oltre ai due stilisti sono imputate anche altre cinque persone a cui viene contestato il reato di omessa dichiarazione dei redditi. Si tratta di amministratori di società del gruppo di moda: Alfonso Dolce, per cui la Procura ha chiesto una condanna a 2 anni, Cristiana Ruella (richiesta di 2 anni e 6 mesi), Giuseppe Minoni (richiesta di 2 anni), del commercialista Luciano Patelli (richiesta di condanna a 3 anni) e di Antoine Noella, considerata dalla Procura una prestanome, per la quale è stata chiesta l'assoluzione.

Nel dettaglio, ai due fondatori del gruppo italiano di moda viene contestata una presunta evasione fiscale da circa 420 milioni di euro a testa (attraverso appunto una dichiarazione infedele), a cui si sommano, secondo l'accusa, 200 milioni di euro di imponibile evaso riferibili alla società di diritto lussemburghese gado (qui sta il reato di omessa dichiarazione, contestato anche agli altri cinque imputati). Attraverso
la esterovestizione di questa società, a cui arrivavano i proventi derivanti dallo sfruttamento dei marchi del gruppo (ceduti alla gado dai due stilisti a un prezzo inferiore a quello che sarebbe stato il loro reale valore), secondo l'accusa sarebbe stata realizzata la presunta evasione, con tasse pagate in Lussemburgo e non in Italia.

Il pm Ruta ha chiesto inoltre al Tribunale di valutare la trasmissione alla procura degli atti relativi alla testimonianza resa da due dirigenti di Pricewaterhousecoopers per formulare nei loro confronti l'accusa di falsa testimonianza.

A D&G è stata comminata una multa da 343 milioni in appello da parte della Commissione Tribuaria. In un procedimento parallelo a livello tributario, è stato rilevato che la Gado a fine 2004 ha acquistato dai proprietari Domenico Dolce e Stefano Gabbana alcuni marchi " tra cui Dolce&Gabbana, D&G Dolce e Gabbana " per 360 milioni di euro, a fronte di un valore di mercato "stimato in 1.193 milioni" di euro. L'accusa rivolta ai due stilisti è quindi quella di aver venduto i marchi a una società di fatto sempre controllata da loro a un prezzo inferiore al valore reale, dichiarando quindi ai fini del pagamento delle imposte un imponibile inferiore. La difesa dei due stilisti ha già preannunciato che chiederà l'assoluzione nel merito da entrambi i reati loro contestati, anche da quello che per la Procura - per quanto commesso - va dichiarato estinto per intervenuta prescrizione.

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