lunedì 20 maggio 2013

L'IDEOLOGIA DEL MOVIMENTO 5 STELLE SECONDO MARCO FERRANDO, Sinistra, unisciti contro Beppe Grillo e Casaleggio, IL MANIFESTO, 18 maggio 2013

Il nuovo attacco di Beppe Grillo allo ius soli non rappresenta una battuta infelice, per quanto odiosa. Come non è una battuta la promessa elettorale del candidato sindaco del M5S a Roma di «far sgomberare il Teatro Valle occupato per riportare la legalità».




Queste posizioni rivelano in realtà, una volta di più, la natura reazionaria del grillismo. Un soggetto politico che fa proprio l'armamentario ideologico razzista delle destre, e le sue campagne d'ordine, al servizio di un unico disegno: la scalata del potere politico, nel nome di un progetto plebiscitario. Un progetto che apertamente rivendica l'abolizione del sindacato in quanto tale, la soppressione «di tutti i partiti», una Repubblica fondata sulla rete, sotto il controllo dei suoi guru (Casaleggio e Grillo). Il regime dispotico interno al M5S è solo la prefigurazione del regime politico per cui M5S si batte. In questi mesi troppi sono stati (e sono), a sinistra, i silenzi, le ambiguità, e addirittura i pubblici elogi al M5S come movimento di «sinistra e progressista». Con pochissime eccezioni, le più diverse sinistre politiche e sindacali hanno ripetutamente assunto e ricercato il M5S come possibile interlocutore e alleato delle «comuni battaglie democratiche e sociali». Questa politica non solo è priva di ogni fondamento nella realtà. Non solo nasconde ai lavoratori lo stesso progetto sociale di Casaleggio (abbattimento di pensioni e stipendi pubblici per regalare ai padroni l'abolizione dell'Irap, con un miserabile reddito di cittadinanza quale ammortizzatore della spoliazione del lavoro). Ma è stata usata da Grillo e Casaleggio come leva del proprio sdoganamento politico ed elettorale nel movimento operaio e nel popolo della sinistra. Alla ricerca di uno sfondamento populista in tutte le direzioni. E col cinismo calcolato di chi può impugnare ogni bandiera, dall'immagine democratica di Rodotà al razzismo più becero, pur di allargare il consenso per il proprio disegno di potere. Questa politica di avallo suicida del grillismo, ora deve finire. Il partito comunista dei lavoratori in questi mesi, controcorrente, ha retto da solo, a sinistra - assieme ad alcune personalità e intellettuali come i Wu Ming - l'onere del contrasto a M5S, con un'azione di controinformazione in ogni ambito di movimento e di confronto. Ora facciamo appello a tutte le sinistre - politiche, sindacali, associative, di movimento- perché cessi ogni ambiguità e reticenza sul grillismo. E perché possa svilupparsi, finalmente, su questo terreno un'iniziativa unitaria. L'attacco razzista di Grillo allo ius soli non può essere senza conseguenze: può e deve diventare un punto di svolta nel rapporto con il M5S per tutte le forze del movimento operaio. L'azione centrale di opposizione politica e sociale al governo Letta-Alfano - che deve essere radicale e di massa - va sviluppata in piena autonomia dal M5S e combinata con la battaglia aperta al populismo reazionario e razzista, già a partire dall'importante mobilitazione di oggi a Roma promossa dalla Fiom. Ogni ambiguità sul grillismo, se era prima un errore, ora diverrebbe un crimine politico. * Partito comunista dei lavoratori

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